Fico: noi del V4 abbiamo detto a Jucker che non vogliamo le quote

Arrivando ieri al vertice del Consiglio europeo a Bruxelles il primo ministro slovacco Robert Fico ha detto che la sera prima i leader del Gruppo di Visegrad (V4) hanno discusso di alcune questioni con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, mantenendo la propria divergenza di opinioni. Secondo Fico è stato un bene aver potuto discutere a lungo in modo aperto e ‘privato’ con il capo della Commissione, ma ha confermato che l’atteggiamento dei quattro paesi – che l’altro ieri era di grande unità – «è rimasto negativo sulle quote obbligatorie», ritenendo invece fondamentale «lavorare nei paesi da cui provengono i migranti», ad esempio con un piano congiunto pensato dal V4 con la Libia. Secondo Fico i quattro primi ministri hanno criticato i controlli sulle frontiere interne di Schengen e accusato l’afflusso incontrollato di migranti per l’aumento del terrorismo in Europa.

Tutti e quattro i premier del V4, Robert Fico, Viktor Orban, Beata Szydlo e Bohuslav Sobotka, hanno poi ribadito che l’idea di una «comunità musulmana integrata» nei loro paesi è per loro «assolutamente inaccettabile». Fico ha messo in luce la forza del gruppo, che è dimostrata, oltre che dalla cena con Juncker, dall’inclinazione dell’Austria di aderire all’organizzazione in seguito alla svolta a destra delle ultime elezioni. Un allargamento che non sarà possibile, stante un accordo tra i membri di non accogliere nuovi ‘soci’, ma che si potrà sviluppare attraverso cooperazioni rafforzate nel formato V4+ con Vienna e con altri paesi che giò hanno mostrato interesse a questa formula. Questi segnali indicano, secondo Fico, che il V4 si sta dirigendo nella giusta direzione.

(Red)


Foto Etienne Ansotte
© European Union

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