Fao: “240 milioni di profughi nel mondo, una diaspora di fame, violenza e paura”

«In tutto il mondo ci sono 240 milioni di migranti, sono il 40 per cento in più rispetto al 2000, una diaspora di fame, violenza, paura e spaesamento». Il direttore generale della Fao Jose Graziano Da Silva lo ha detto il 16 ottobre nella cerimonia di apertura della Giornata mondiale dell’Alimentazione, cui ha partecipato anche Papa Francesco. Da Silva ha sottolineato che «il numero degli sfollati interni, un grande movimento di persone che si spostano dalle aree rurali a quelle urbane, è di 740 milioni. E ancora gli affamati sono aumentati di 38 milioni arrivando a 815 milioni. Una cifra senza precedenti nella storia dell’Umanità». Sono, spiega, migranti che fuggono da aree colpite dalle guerre e dai cambiamenti climatici. «La sfida è il diritto per ogni essere umano a qualunque latitudine».

Da Silva ha ricordato che quest’anno la Giornata mondiale dell’Alimentazione è dedicata alla relazione tra migranti e sviluppo rurale: «Per salvare le vite bisogna ricostruire ciò che sta intorno alle persone per una vita più dignitosa e per rafforzare la resilienza delle comunità rurali. L’ impegno globale è importante ma non è ancora sufficiente – ha ricordato – e i governi devono operare in maggiore solidarietà e determinazione».

Una «disgrazia» uscire dall’accordo di Parigi sul clima ha detto il Papa, che si riferisce così, senza nominarla, alla decisione del presidente americano Donald Trump. «Dei cambiamenti climatici – ha affermato Francesco nel suo discorso alla Fao – vediamo le conseguenze tutti i giorni. Grazie alle conoscenze scientifiche sappiamo come si devono affrontare i problemi e la comunità internazionale è andata elaborando anche gli strumenti giuridici necessari, come per esempio l’Accordo di Parigi dal quale, per disgrazia, alcuni si stanno allontanando». Francesco sottolinea che «riaffiora la negligenza verso i delicati equilibri dell’ecosistema, presunzione di manipolare e controllare le risorse limitate del pianeta, l’avidità di guadagno».

La statua di Aylan

Il Papa lascia in dono alla Fao una scultura di marmo che raffigura Aylan, il piccolo profugo siriano annegato davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia nell’ottobre 2015. Afferma che «di fronte a tutto questo possiamo e dobbiamo cambiare rotta. Di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile che i frutti della terra siano disponibili per tutti. Per qualcuno basterebbe diminuire il numero delle bocche da sfamare e risolvere così il problema; ma è una falsa soluzione se si pensa ai livelli di spreco di alimenti e a modelli di consumo che sprecano tante risorse».

(Fonte La Stampa, cc-by-nc-nd)


Foto EU DG Echo cc-by-nc-nd
Unicef Ethiopia cc-by-nc-nd

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