Fico: il compenso multi-milionario di Bzan “disgustosamente eccessivo”

Rimane tutt’ora irrisolto e si mantiene tra gli argomenti agli onori della cronaca il nodo della parcella milionaria dell’avvocato Radomir Bzan per l’arbitrato vinto dallo Stato contro la società Enel nella questione della centrale elettrica di Gabcikovo, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa. L’onorario dello studio legale Bzan, ritenuto dai media vicino ai socialdemocratici al governo, dovrebbe essere di ben 68 milioni di euro, secondo la percentuale fissata sull’importo del denaro “risparmiato” come indicato nel contratto di assistenza legale firmato un paio di anni fa dalla società statale MH Management che ha seguito la causa. Enel, azionista di maggioranza della società Slovenske Elektrarne (SE) che gestiva la centrale, aveva infatti fatto causa allo Stato chiedendo una penale di 588 milioni di euro in base ai danni economici presenti e futuri che sono svaniti nel momento in cui il secondo governo di Robert Fico (un monocolore Smer) ha deciso, nel marzo 2015, di togliere la centrale dalle mani di SE per continuare a gestirla in proprio, ritenendo che il management della società elettrica non agisse a vantaggio del bene pubblico.

Questa estate arrivò la sentenza dei giudici arbitrali, che decisero a favore della Slovacchia. Ma solo poche settimane fa è nato lo scandalo della parcella esagerata che dovrebbe essere pagata al poco noto studio Bzan. Diversi i commenti di politici ed esperti, con i media che sono andati a nozze sulla questione. Dal governo e dal primo ministro Fico sono arrivate parole di fuoco, aspettandosi che l’ammontare dell’onorario sia rinegoziato verso un livello più accettabile.

Il ministro dell’Economia Peter Ziga (Smer-SD), che aveva detto allora di essere rimasto scioccato dalla notizia, ha deciso la scorsa settimana di azzerare in toto il consiglio di sorveglianza della MH Management, informando i media di ritenere quanto meno poco professionale il comportamento dei suoi membri nel caso della causa arbitrale. Ziga ha detto che con un atto notarile si provvederà a modificare gli statuti della società per tagliare qualche testa nel consiglio di amministrazione della società.

L’11 ottobre scorso il ministro dichiarò di non essere «completamente soddisfatto» della riduzione della remunerazione dello studio Bzan, dopo che dall’originale percentuale dell’11% si era scesi a un 2,5% della somma oggetto della causa, limitando la fattura a 17,6 milioni di euro. Mi aspettavo, aveva detto il ministro, che si sarebbe arrivati a stabilire «una percentuale tra l’1 e il 2%», come avviene per i normali accordi di assistenza legale. Ziga aveva aggiunto che avrebbe parlato con il ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (Most-Hid) per trovare il modo di ridurre ulteriormente il compenso di Bzan o eventualmente verificare se il contratto può essere dichiarato nullo.

Giovedì scorso, appoggiando la scelta del ministro Ziga di licenziare in tronco il consiglio di supervisione di MH, il primo ministro Fico aveva detto in Parlamento, durante il question time, che una remunerazione multi-milionaria per spese legali è una somma “disgustosamente eccessiva”.

Lunedì 16 ottobre l’Ufficio per gli appalti pubblici (UVO) ha informato di avere lanciato un audit del contratto firmato tra la società MH Management e lo studio legale Bzan, al fine di determinare se società statale ha violato la legge sugli appalti pubblici.

Parlando al programma politico Sobotne dialogy della radio pubblica Rtvs, Fico aveva detto sabato che nei casi di grandi controversie come quello dell’arbitrato con Enel è cosa normale che lo Stato firmi un contratto di rappresentanza ad hoc con uno studio legale, ma Fico ha detto di essere stato all’oscuro che la società statale aveva già un contratto con lo studio Bzan che prevedeva una percentuale dell’11% in casi del genere. Fico ha difeso la sua decisione di riprendersi la centrale di Gabcikovo (“un gioello, la più grande centrale idroelettrica in Slovacchia”) dicendo che il suo governo stava cercando di salvare la centrale dalle mani di Enel, alle quali era stata affidata con una decisione sciagurata dal governo di Mikulas Dzurinda (nel 2006).

L’opposizione ha annunciato all’inizio della scorsa settimana di voler intentare una seduta speciale del Parlamento per discutere della questione. Se i partiti della coalizione di governo bloccano la sessione, l’opposizione è intenzionata ad avviare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Economia Peter Ziga (Smer-SD).

(Red)


Foto bazupa cc-by
seas.skFB.com/mhsr

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