Premio letterario Città di Forlì, tra i vincitori una studentessa di slovacco

Il 30 settembre si è tenuta a Forlì, presso il Refettorio dei Musei San Domenico, la premiazione della XIV edizione del Premio Letterario Nazionale “Città di Forlì”. Come ogni anno, il Centro Culturale L’Ortica di Forlì consente a tutti gli studenti pieni d’inventiva di partecipare ad un concorso in cui, attraverso poesie o prose inedite, traduzioni o prefazioni, possono dare forma concreta ai loro progetti.

Il concorso si è articolato in quattro sezioni: il Premio “Sandra Mazzini”, dedicato alla poesia inedita in lingua italiana; il Premio “Luciano Foglietta”, a seguire, per la traduzione, riservata quest’anno alle seguenti lingue: francese, inglese, portoghese, russo, slovacco, spagnolo e tedesco; il Premio “Irene Ugolini Zoli”, per la prefazione a un volume di poesie; ed infine il Premio “IN Magazine” per la prosa inedita.

Giulia Cavazzuti, studentessa di slovacco della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione dell’Università di Bologna, sede di Forlì, è riuscita in quest’occasione a colpire positivamente la giuria (che per questa sezione era composta da Gloria Bazzocchi, Giorgio Casadei Turroni, Anabela Cristina Costa da Silva Ferreira, Adele D’Arcangelo, Svetlana Slavkova, Veronika Svoradová ed Eva Wiesmann), ottenendo il secondo posto del Premio “Luciano Foglietta”.

Per l’evento, infatti, Giulia Cavazzuti ha tradotto le poesie Tenerezza, Mi sono abituata e Cambio di Viera Prokešová, una poetessa slovacca contemporanea; poesie pubblicate in una raccolta dell’autrice intitolata Cudzia, del 1984. Come spiega la lettrice di slovacco Veronika Svoradová, che motiva il successo della studentessa, «tra i temi e motivi cruciali della Prokešová troviamo il motivo dello scorrere del tempo e il cambiamento interiore della donna, l’atmosfera dei giorni piovosi, che corrisponde allo stato emotivo del soggetto lirico, oppure il motivo del continuo cambiamento delle stagioni dell’anno, che servono alla poetessa da sfondo nella riflessione e meditazione sulla vita e su se stessa. Giulia Cavazzuti è riuscita a mantenere nella sua traduzione la tipica tendenza della Prokešová all’economia espressiva, il minimalismo e l’obiettività senza che la poesia ne sia spogliata dell’originale metafora dell’autrice. Si è inoltre districata egregiamente tra alcune impegnative associazioni e abbinamenti lessicali nella lingua di partenza, che ha trasformato in modo opportuno nella lingua di arrivo. Anche grazie a questa sua capacità la poesia di Viera Prokešová non perde il suo fascino neanche nella traduzione italiana.»

I premi, consistenti in una realizzazione artigianale in ceramica offerta da Ceramiche Artidea di Meris Giardini, opere d’arte offerte da alcuni artisti e dall’Avis Provinciale di Forlì-Cesena ed altre opere letterarie, sono stati consegnati alla studentessa personalmente da Alvaro Ravaglioli, console onorario della Repubblica Slovacca per l’Emilia-Romagna. Nella foto, Ravaglioli con Cavazzuti.

(Rossella Di Venere)

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