Don Titus Zeman beatificato a Bratislava davanti a 25.000 fedeli

Una folla di 25mila persone ha assistito sabato a Bratislava alla cerimonia di beatificazione del sacerdote salesiano Titus Zeman celebrata dal cardinale Angelo Amato. L’evento, che si è svolto davanti alla chiesa della Sacra Famiglia nel quartiere di Petrzalka, ha visto anche la partecipazione di oltre 500 religiosi, tra cui sacerdoti, monaci e suore. Presiedendo la manifestazione a nome di papa Francesco, il cardinale Amato, salesiano e prefetto della Congregazione per le cause dei santi, ha affermato che la Slovacchia può essere fiera della sua bella corona di santi martiri, in quanto sono coraggiosi testimoni di Cristo. Parlando di don Titus Zeman, ha detto che egli «amava il suo mistero salesiano e voleva che altri giovani potessero vivere liberamente il loro sogno di essere consacrati a Dio», e questo, ha sottolineato, dovrebbe essere un messaggio per tutti i cristiani. Ha poi detto che un giorno don Zeman potrà diventare santo se gli viene riconosciuto un miracolo, e a questo proposito ha invitato i fedeli a pregare perché avvenga.

La domenica mattina l’arcivescovo metropolitano di Bratislava, mons. Stanislav Zvolensky ha celebrato una messa solenne in memoria del beato Titus Zeman nella piazza di Vajnory, luogo di nascita del sacerdote.

Nato il 4 gennaio 1915, Zeman è divenuto sacerdote della Famiglia salesiana all’età di 25 anni, divenendo cappellano. In seguito ha insegnato presso una scuola di chimica. Dopo che nell’aprile 1950 i comunisti chiusero tutti i monasteri in Cecoslovacchia, Zeman iniziò a organizzare fughe in Occidente per i giovani seminaristi che avrebbero potuto continuare gli studi salesiani in Italia e ricevere l’ordinazione sacerdotale. Durante il terzo di questi tentativi, il 9 aprile 1951, la fuga attraverso il fiume Morava, che era in piena, fu intercettato dalla polizia di frontiera, e Zeman e i ragazzi che accompagnava furono catturati e interrogati, e Zeman venne torturato.

Il sacerdote finì condannato a 25 anni di reclusione ai lavori forzati. Rilasciato per le cattive condizioni di salute dopo 13 anni dopo, morì in seguito a causa delle sofferenze della prigionia l’8 gennaio 1969.

(La Redazione)


Foto Martin Funiak
/ tituszeman.sk

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