I giovani slovacchi si sentono esclusi dalla società e non si fidano delle istituzioni

I giovani slovacchi non si sentono parte del tessuto sociale, mancano di fiducia nelle istituzioni e mostrano frustrazione, sentimenti simili ma molto più marcati che nei paesi vicini. Lo dice un sondaggio condotto all’inizio dell’estate dal Consiglio slovacco della gioventù (RMS) nei quattro paesi di Visegrad: Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, dove hanno partecipato oltre 700 giovani dai 15 ai 24 anni.

I responsabili della ricerca ammettono che si sarebbero aspettati di trovare «un po’ di frustrazione», ma la realtà ha superato e di molto le aspettative con un «risultato allarmante». I giovani in Slovacchia hanno sfiducia nelle principali istituzioni statali come parlamento, governo, tribunali e simili, e si sentono esclusi e non invitati a partecipare nelle decisioni che li riguardano da vicino. Per cambiare questo stato d’animo è necessario, dice RMS, includere in modo organico e continuativo i giovani nelle decisioni politiche.

Inoltre, dall’indagine risulta che un terzo dei giovani slovacchi ha intenzione di emigrare all’estero in modo durevole, e il 43% ritiene di loro di non avere alcuna influenza sul funzionamento dello Stato e delle sue istituzioni ma trova soddisfazione in iniziative civiche non marcate da influenze politiche. Quasi sette su dieci credono nelle attività giovanili e studentesche.

RMS crede che questo sondaggio indichi una situazione che favorisce la crescita dell’estremismo e che dal marzo 2016, quando per la prima volta è entrato in Parlamento un partito di estrema destra, nulla è cambiato.

(Red)


Foto Pierre Metivier cc-by-nc

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