Inaugurata a Solbiate Olona una stele in memoria dei soldati cecoslovacchi

Come informa l’Ambasciata slovacca a Roma sulla sua pagina Facebook, in occasione delle commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale, a 99 anni dalla fine di quel conflitto tremendo, lunedì 25 settembre l’ambasciatore Ján Šoth (foto sopra), assieme all’ambasciatore ceco Hana Hubáčková, ha partecipato a Solbiate Olona in Lombardia all’inaugurazione di una stele dedicata alla memoria dei 563 soldati cecoslovacchi sepolti nella regione nel periodo tra il 1918 e il 1920.

Il comune di Solbiate Olona diventa così «un altro dei luoghi degni di nota sul territorio italiano che uniscono i nostri popoli con una storia comune», chiosa il post dell’ambasciata. Oltre a una corona d’alloro, i due ambasciatori hanno deposto presso il monumento anche teche contenenti terra slovacca e ceca. La terra slovacca proveniente da Košariská e Bradlo, luoghi simbolici attinenti ai luoghi di nascita e sepoltura dell’eroe nazionale Milan Rastislav Štefánik, principale organizzatore delle legioni in Italia, Francia e Russia).

Hanno partecipato alla cerimonia anche il console onorario della Repubblica Slovacca per la Lonbardia, Luigi Cuzzolin, una delegazione di circa 50 membri dell’Associazione dei Legionari cecoslovacchi, le autorità locali, i rappresentanti delle forze armate locali, le associazioni di volontariato ed i rappresentanti delle scuole locali.

La delegazione slovacca ha successivamente visitato il cimitero locale, dove è tuttora conservata la croce originale dei legionari cecoslovacchi ed il monastero di Cairate che negli anni della guerra ospitò il 18° battaglione delle legioni cecoslovacche.

Le vicende dei cecoslovacchi nella zona sono state raccontate nel libro “I Cecoslovacchi sull’Olona”, scritto da Enzo Ciaraffa, che era presente alla cerimonia. Il contributo dei cechi e degli slovacchi nel successo italiano contro l’Austria è ricordato dal generale Diaz nel Bollettino della vittoria del 4 novembre 1918, dove cita specificamente, tra i partecipanti alla battaglia finale, anche “una divisione cecoslovacca”. Si trattava di disertori dell’esercito austroungarico e prigionieri di guerra che nel 1918 erano stati inquadrati nelle Legioni cecoslovacche e avevano combattuto in varie zone a supporto dell’esercito italiano, soprattutto distinguendosi sul Piave e in Trentino.

A Solbiate, ricorda Varesenews, il campo di prigionia dei cecoslovacchi si trovava nell’area oggi occupata dalla caserma Ugo Mara. Le salme del cimitero, che si trovava poco distante, furono traslate nel 1964 nel cimitero di Cittadella, in Veneto, che già accoglieva i caduti sul fronte. Sul luogo dell’ex cimitero è stato posto il cippo a memoria. Ai due ambasciatori slovacco e ceco sono state donate due cassettine contenenti piccoli oggetti recuperati dal terreno: piastrine, gavette, fregi, memoria concreta della permanenza dei cecoslovacchi a Solbiate, dove è allestito anche un piccolo museo.

(La Redazione)


Foto Amb. Slovacca

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