Hugh Hefner e il sogno del maschio

[Antonella Boralevi, La Stampa] – Nel 1952, Hugh Hefner correggeva bozze negli scantinati di Esquire. Non doveva essere contentissimo. Quando l’azienda gli negò un aumento di 5 dollari, prese coraggio e fece una pazzia: si licenziò. Poi ,ne fece un’altra. Una di quelle che si vedono nei film sul Sogno Americano. Bussò a centinaia di porte, proponendo una rivista che non c’era mai stata. Per raggranellare gli 8000 dollari necessari a stampare il primo numero di Playboy, gli servirono 45 investitori.

L’idea geniale fu quella di mettere bellissime foto di donne pressoché nude: immagini scandalose per l’America puritana di quegli anni, accanto a articoli dei guru del giornalismo. Playboy debuttò con Marylin nuda sopra una seta rossa e fu subito boom. Negli anni Settanta Playboy vendeva 7 milioni di copie.

Nel 2010, la figlia Christie, dopo vent’anni da amministratore delegato, si dimise per il crollo delle copie e del valore delle azioni. Però il brand ormai era scritto nel cervello di milioni di maschi in tutto il mondo. È rimasto su magliette, slot-machine, gadget, la rivista si continua a stampare. Hugh Hefner è morto a 91 anni, dopo una vita che deve essere sembrata invidiabile a moltissimi uomini.

Sempre in pigiama, a bordo piscina, con bellissime donne nude sulle ginocchia, a fumare la pipa, bere whisky e fare sesso. A molti intellettuali, Hefner pare un geniale innovatore, il salvatore della gioia di vivere, l’uomo che ha inventato la coniglietta. Ruolo che a tante piaceva molto, non credo solo per i soldi.

Mi sono sempre chiesta, leggendo di Hefner e guardando le sue foto in pigiama, se recitare per decenni quella parte non l’avesse stancato. Hefner è stato un po’ una maschera. Ha incarnato il Sogno del Maschio. Una vita sempre attiva (sotto ogni profilo) con le donne più belle del mondo a disposizione , con denaro e champagne a fiumi. Senza dover mai lavorare.

Il fatto è, secondo me, magari sbaglio, che fare il Re del sesso è un lavoro. Alla lunga, forse, un po’ si sarà stancato anche Hefner. Soprattutto, si sono stancati i maschi. Sono cambiati in modo radicale. Anche se fanno finta di no. Quel sogno lì, ormai, sono sempre meno ad averlo. La maggioranza è spaventatissima.

(Antonella Boralevi via lastampa.it, cc-by-nc-nd)


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