Il presidente Kiska dovrà spiegare sua campagna a commissione parlamentare

Il presidente Andrej Kiska, secondo quando scritto da Tasr, dovrebbe recarsi per un’audizione alla commissione parlamentare per l’incompatibilità delle funzioni allo scopo di spiegare nel dettaglio la commistione tra le sue attività commerciali e la campagna presidenziale del 2014. Tra le altre cose, la commissione vuole sapere se la KTAG, già Kiska Travel Agency, sulla quale di recente si è scatenato un polverone, gli deve dei soldi. In questo caso, ci si aspetta che egli spieghi perché non l’ha indicato nella sua dichiarazione patrimoniale, cosa che rappresenterebbe un conflitto di interessi.

La commissione ha tenuto sul tema una riunione straordinaria mercoledì, tra le proteste dei deputati di opposizione: Ondrej Dostál del partito Libertà e Solidarietà (SaS) ha detto ad esempio che è ridicolo che il presidente sia controllato dagli stessi parlamentari (al governo, ndr) che stanno coprendo i legami d’affari tra il ministro degli Interni Robert Kalinak e il presunto evasore fiscale Ladislav Basternak. La procedura è stata avviata su iniziativa di uno dei candidati alla presidenza, Jozef Behyl.

Oggi il quotidiano Pravda cita anche una ulteriore potenziale tegola per Kiska, che riguarda sempre la stessa azienda KTAG. Dopo l’evasione fiscale per 27.000 euro di imposta sul valore aggiunto, che fu a suo tempo aggiustata con il versamento di quanto dovuto e senza conseguenze penali, e la possibile frode compiuta con la richiesta di un rimborso Iva indebito di 146mila euro, negata dall’autorità fiscale, anche l’origine del denaro passato dalla società di Poprad di cui Kiska è proprietario con il fratello si è dimostrata discutibile, scrive Pravda. La ditta sarebbe stata coinvolta infatti nella mediazione di prestiti con una società finanziaria in cui era implicato il fratello di Kiska. Durante la campagna presidenziale Kiska aveva affermato di essere completamente uscito dal settore delle società finanziarie non bancarie, con le quali aveva fatto la fortuna in passato. Ma ancora l’anno scorso la KTAG ha fornito servizi ad una holding non bancaria per quasi 326.000 euro.

Malgrado una buona parte dei partiti di opposizione continui a difendere il presidente da attacchi mirati che “rievocano sistemi usati in passato dall’ex premier Meciar”, alcuni come la parlamentare Veronika Remisova di OlaNO-NOVA ha ammesso domenica a un programma di TA3 che Kiska dovrebbe spiegare le incongruenze tra le sue attività economiche e le sue dichiarazioni fiscali, nonché le sue parole che hanno lasciato un po’ di amaro in bocca a più di uno (tra questi, Transparency International che ha sempre sostenuto il presidente come un paladino contro la corruzione). La Remisova ha detto che gli elettori del suo partito hanno sostenuto con convinzione Kiska nell’elezione del 2014 e si aspettano dal presidente un comportamento serio e onesto. E se sarà necessario, Kiska «dovrebbe anche chiedere scusa al popolo», ha detto.

(Red)


Foto nrsr.sk

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