Diverse produzioni cinematografiche attirate in Slovacchia dai nuovi incentivi

In seguito alla revisione del sistema di incentivi all’industria nazionale del cinema, che garantisce ora il rimborso del 20% delle spese sostenute in Slovacchia dalle produzioni cinematografiche internazionali per un minimo di spesa di 150mila euro (prima il limite minimo era fissato a 2 milioni), nove nuovi progetti si sono registrati per ottenere il finanziamento, e altri due si erano registrati lo scorso anno: il film in due parti Maria Theresa e la serie televisiva Inspector Max, che potranno accedere ai fondi alle nuovi condizioni.

Con il vecchio sistema soltanto la mega-produzione della serie televisiva Marco Polo 2 ha potuto beneficiare del contributo, mentre adesso, ha detto il direttore del Fondo audiovisivo Martin Smatlak a cineuropa.org, «il vero impatto del cambiamento riguarda il fatto che il meccanismo finanziario si aprirà alle produzioni minori» e potranno accedervi anche le produzioni audiovisive nazionali, che dipendono dal finanziamento pubblico per più dell’80% delle attività.

Possono ottenere la sovvenzione tutte le produzioni che spendono almeno 150.000 per un lungometraggio, documentario o film d’animazione di almeno 70 minuti, e 300.000 per una coppia di film o una serie televisiva. Inoltre, è stato aumentato il budget annuale totale del Fondo audiovisivo a 6 milioni di euro (dai 4 e mezzo nel 2014-2016 e i 5 nel 2017), mentre il Fondo ha reintrodotto un aiuto per registi e attori emergenti con progetti a basso costo.

Una immagine di Mária Terézia, mini serie televisiva in due parti prodotta da RTVS con altre tre televisioni nazionali, girata questa estate in parte a Bratislava e programmata per andare in onda prima di Natale.

Tra le novità del settore vi sarà anche dal prossimo anno la creazione di un nuovo organismo destinato a promuovere la scelta della Slovacchia e le sue regioni come location per film internazionali e creare le condizioni ideali per le produzioni cinematografiche in Slovacchia. La “Commissione cinematografica” fornirà informazioni sulle opportunità di girare pellicole nel paese e fornire un database di location, aziende e servizi per registi e produttori.

Riprese di Mária Terézia presso il Duomo di San Martino a Bratislava

Sono stati diversi i film internazionali con scene girate in esterno Slovacchia nell’ultimo quarto di secolo, soprattutto grazie alle bellezze naturali e ad alcuni dei suoi numerosi castelli, oltre che per i costi contenuti di produzione. Tra quelli più noti si possono ricordare i film fantasy Dragonheart (1996), per cui sono stati scelti i castelli di Cachtice, Spis e Strecno e alcuni panorami dell’area naturale Paradiso Slovacco, il seguito Dragonheart: A New Beginning (2000) con il castello di Orava, Eragon (2006), girato sulle montagne degli Alti Tatra e Fantaghirò, dove appare soprattutto il fiabesco castello di Bojnice. Tra gli altri vi sono L’ultima legione (2007), dove appaiono i castelli di Cerveny Kamen e Spis, The Peacemaker (1997) ambientato nel centro di Bratislava, Behind Enemy Lines (2001), che è stato quasi interamente girato in Slovacchia, tra gli studi Koliba di Bratislava, le montagne Velka Fatra e le foreste della Slovacchia centrale e orientale, 360 (2011) con scene a Bratislava. Sono state girate in Slovacchia, tra gli Alti Tatra, il Paradiso Slovacco e i monti di Malá Fatra, anche scene della serie tv statunitense Marco Polo (2014-2016) di Netflix, che è stata una delle prime produzioni a godere del sussidio del 20%.

(Red)


Foto Donald Tong /CC0

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