Nasce anche in Slovacchia la Coalizione Digitale per affrontare le sfide del futuro

È stato siglato martedì un memorandum per la creazione della Coalizione Digitale (Digitálna koalícia, DK) in Slovacchia, allo scopo di rafforzare l’impegno per preparare gli slovacchi di tutte le età a lavorare e vivere nell’economia digitale del prossimo futuro. Presidente della nuova organizzazione è il vice premier Peter Pellegrini, responsabile per l’Informatizzazione del paese, e ne sono parte istituzioni governative e statali, ong, industria e mondo accademico, per un totale di 21 firmatari. Obiettivi dell’iniziativa il miglioramento delle competenze digitali degli studenti e l’alfabetizzazione digitale dei lavoratori e degli imprenditori, ma anche dei disoccupati, in linea con il piano europeo Digital Skills and Jobs Coalition che già conta in Europa altre 17 coalizioni digitali.

«Se vogliamo essere al centro dell’UE, è un nostro interesse vitale anche essere parte del suo nucleo tecnologico, per diventare uno dei paesi con grande potenziale innovativo», e «non solo come la manifattura d’Europa», ha detto Pellegrini nel presentare il progetto. «La trasformazione digitale non è un’opzione ma una assoluta necessità per il nostro paese», e lo «scopo di questa iniziativa comune a lungo termine è quello di fornire ai nostri cittadini maggiori possibilità in un mercato del lavoro che cambia, nel mondo degli affari, della scienza, della ricerca e dell’innovazione e per competere nell’era digitale», ha aggiunto.

Il ministero dell’Istruzione, scienza, ricerca e sport avrà un ruolo fondamentale all’interno dell’intesa per garantire una adeguata istruzione delle persone nell’uso degli strumenti informatici e nel promuovere il dialogo tra l’industria e il settore dell’istruzione e della formazione post-scolastica. Il ministro dell’Istruzione Martina Lubyová ha sottolineato che il documento contiene 14 impegni e un piano d’azione più specifico con 23 diverse misure da implementare nei prossimi mesi.

La Digitálna koalícia si occuperà anche delle implicazioni dei piani Industria 4.0 (Priemysel 4.0) e della riforma scolastica verso una maggiore integrazione con le tecnologie che sempre più saranno parte fondamentale del mondo del lavoro.

Dell’intesa fanno parte, oltre all’Ufficio del vice premier per Investimenti e Informatizzazione, i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia, l’Ufficio per il lavoro (UPSVaR), le università Comenius e di Tecnologia di Bratislava, l’Università Tecnica di Kosice e quella di Zilina, l’agenzia per gli investimenti Sario, organizzazioni per la formazione professionale, l’Unione repubblicana dei datori di lavoro (RUZ), l’Associazione delle aziende informatiche della Slovacchia (ITAS) e alcune delle maggiori società di servizi informatici come Microsoft, Cisco e T-Systems.

(La Redazione)


Foto Dickdavid cc-by-sa

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