Doppio standard di qualità alimentare, Bruxelles comincia ad agire

La Commissione europea ha deciso di investire nella preparazione di una metodologia comune per la verifica dei prodotti alimentari nei paesi membri dell’UE così da poter avere dati chiari e comparabili sulla pratica di aziende multinazionali di vendere in alcuni paesi prodotti di marca e packaging uguale ma con contenuto di qualità differente, specificamente nei paesi dell’est dell’Unione.

Il commissario UE per la protezione dei consumatori Vera Jourova ha detto ieri che la metodologia servirà a produrre le prove per dimostrare in modo inequivocabile il “doppio standard” di qualità, e il sistema sarà presentato nel vertice che si terrà a Bratislava il 13 ottobre prossimo su iniziativa del governo slovacco, d’intesa con gli altri membri del gruppo di Visegrad. Per la fase di analisi e test, svolta a livello comunitario, la Commissione stanzierà denaro dal bilancio comune, per una spesa che dovrebbe attestarsi intorno al milione di euro.

La commissaria ha detto che non intende chiedere il boicottaggio delle aziende che fanno uso della pratica del “doppio standard”, ma è pronta a fare i loro nomi e sbugiardarle all’opinione pubblica, che avrà così modo di fare consapevolmente le proprie scelte.

Jourova ha ribadito che la Commissione non adotterà una nuova legislazione per affrontare il problema della doppia qualità dei prodotti alimentari. Ma le autorità nazionali di supervisione hanno modo di procedere facendo già uso delle legislazioni esistenti per intervenire direttamente contro i produttori. In particolare, il regolamento sull’obbligo di informazione ai consumatori di tutti gli ingredienti usati nel prodotto, chiaramente indicati sulle etichette alimentari, e direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che vieta pratiche come l’immissione sul mercato di prodotti etichettati con la stessa denominazione che possono ingannare il consumatore.

Al proposito, il vicepresidente della Commissione per la Slovacchia, Maros Sefčovic, ha detto che i cittadini percepiscono l’UE anche attraverso questioni di vita quotidiana, e la doppia qualità del cibo «non è solo un problema grave per i consumatori, ma anche un problema politico, perché cittadini di alcuni paesi si sentono di essere cittadini di seconda classe».

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha ricordato anche durante il suo discorso sullo stato dell’Unione di alcuni giorni fa di non poter tollerare la vendita di prodotti di qualità inferiore in alcune parti dell’Europa. Lo stesso aveva detto a fine luglio dopo avere incontrato il primo ministro slovacco Robert Fico che chiedeva, anche per conto dei colleghi di Visegrad, risposte chiare e certe da Bruxelles su una questione ritenuta ormai inaccettabile, oltre un decennio dopo l’ingresso in UE dei paesi dell’Europa centrale.

(La Redazione)


Foto bazzadarambler cc-by
Foto © European Union

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