Boom di fallimenti personali in Slovacchia quest’anno

Il 2017 si sta rivelando un anno record per i fallimenti personali in Slovacchia: fino alla fine di agosto sono stati 2.390 i casi di quest’anno, ben il 284% in più dell’intero anno passato. Un vero e proprio balzo, dice una analisi resa nota dalla società di consulenza Bisnode che ricorda che erano stati 582 i fallimenti personali nel 2014, 692 nel 2015 e 841 nel 2016, dovuto al nuovo testo della legge fallimentare in vigore dal marzo scorso. L’emendamento ha semplificato di molto la procedura per dichiarare il dissesto personale e ha fatto diminuire notevolmente i costi dell’avvio della prassi giudiziaria che porta al fallimento. Infatti, il maggior numero dei casi del 2017 è stato decretato in giugno, luglio e agosto.

Le norme entrate in effetto dal 1° marzo prevedono che una persona possa dichiarare fallimento personale una sola volta nel corso di dieci anni, e hanno azzerato la necessità dell’insolvente di avere proprietà per almeno 1.650 euro per ottenere la dichiarazione di fallimento e liberarsi dei debiti. Per di più, la proposta legislativa presentata dal governo consente al fallito di trattenere una somma di 10.000 euro dalla confisca dei beni allo scopo di mantenere la possibilità di avere un tetto sopra la testa. Una norma di civiltà, secondo il ministero della Giustizia, secondo la quale avere un luogo dignitoso dove abitare è uno dei presupposti di base per mantenere il lavoro ed essere parte attiva nella società in cui vive, e impedirebbe a queste persone di finire sotto a un ponte. Oggi, diceva in febbraio il ministero, sono sotto la mannaia dell’esecutore giudiziario circa 60.000 persone, e 40.000 di esse sono disoccupate.

(Red)


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