Il ministro Gajdos risponde al suo sottosegretario: nessuno comprerà caccia dalla Russia

Il sottosegretario alla Difesa Robert Ondrejcsak (nominato da Most-Hid) ha criticato la decisione del suo ministro Peter Gajdos (nominato dal Partito Nazionale Slovacco / SNS) di rinviare l’acquisto di nuovi jet da combattimento fino al 2018, con una richiesta formale al governo, una mossa che significa continuare ad usare i vecchi MiG sovietici e quindi in pratica «estendere il contratto in essere con la Russia», una cosa sulla quale, «come esperto, non posso essere d’accordo», ha detto.

Della necessità di provvedere le forze aeree di nuovi caccia si parla da anni, e la vita operativa dei MiG-29 è già stata prolungata in attesa di una decisione. Le dichiarazioni di Ondrejcsak hanno portato la portavoce del ministro a specificare nel tardo pomeriggio di ieri che il ministro della Difesa ha tutta l’intenzione di completare la modernizzazione dell’aviazione slovacca, come del resto previsto dalla strategia a lungo termine per lo sviluppo delle Forze armate slovacche. La priorità rimane tuttavia la modernizzazione delle forze terrestri, che sebbene costituiscano l’ossatura del settore slovacco della difesa sono state trascurate per decenni.

Il comunicato del ministero contesta la campagna di stampa nata dalle asserzioni di Ondrejcsak e «volta a mettere in dubbio la volontà […] di assicurare la difesa dello spazio aereo slovacco» e rivendica di avere impiegato un approccio trasparente nel processo decisionale sul ricambio necessario della flotta di aerei da combattimento, senza trattamenti di favore verso l’uno o l’altro produttore come è stato per tutti i progetti di ammodernamento approvati.

Sulla questione è intervenuto personalmente anche il ministro Gajdos, che questa mattina in una conferenza stampa ha detto che riguardo i sostituti dei MiG la Slovacchia ha ricevuto tra le altre anche una offerta dalla Russia, che può essere utile per «confrontare possibilità, capacità e prezzi» dei velivoli, ma nessuno sta cercando di comprare aerei da Mosca, anzi, si sta valutando «una soluzione europea e filoatlantica», e il dicastero sta al momento «negoziando l’acquisto con gli Stati Uniti e gli altri Stati europei, inclusa la Svezia» e i suoi caccia Gripen. Prolungare ancora la durata dei MiG-29 è solo un piano B, ha detto Gajdos, perché il ministero considera prioritario l’acquisto di nuovi jet, e «l’unico limite sono i fondi» a disposizione.

Il ministro contesta l’idea di aver messo in fondo alla lista dei suoi impegni l’ammodernamento della forza aerea, e lo provano i primi due elicotteri Black Hawk di una flotta di nove che sono stati consegnati alla Slovacchia poche settimane fa, e l’arrivo degli Spartan italiani che è in corso. Ma le forze terrestri sono quelle che hanno più urgenza di modernizzazione, e si rende necessario sostituire velocemente le dotazioni obsolete.

Ondrejcsak sottolineava che c’è stato tutto il tempo, in questi anni, per decidere cosa fare con i caccia obsoleti, senza tuttavia dire se preferisce gli F-16 americani o gli svedesi Gripen, entrambi potenziali sostituti dei MiG.

Nel suo comunicato il ministero aveva sottolineato che è di più di 3 miliardi di euro il conto per l’ammodernamento delle forze terrestri entro il 2030 e altri 2,6 miliardi sono richiesti per completare la modernizzazione della forza aerea e la sostituzione dei jet da combattimento.

(Red)


Foto: Mig-29 slovacchi in
formazione (mosr.sk)

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