La tutela del Danubio: partire dai dati

Il Danubio è una risorsa europea la cui tutela richiede una strategia transnazionale. Dal 1998 l’ICPDR si occupa di monitorarne lo sfruttamento delle acque. E raccoglie e mette a disposizione dati accurati sul suo stato di salute.

Con quasi 3000 km percorsi attraverso dieci stati, il Danubio ha da sempre rappresentato una fonte di prosperità e vita per le popolazioni dell’Europa centrale. La sua estensione e l’importanza che ricopre per quasi 80 milioni di individui rendono il Danubio e il suo bacino oggetto di interesse scientifico, economico e politico. Già nel XIX secolo il corso del Danubio venne indicato come snodo fluviale fondamentale per il trasporto di merci e persone nell’Europa centrale e pertanto dichiarato territorio internazionale, soggetto a libera navigazione.

In tempi recenti, il riconoscimento della rilevanza del Danubio si è accompagnato sempre più alla consapevolezza circa la necessità di tutelare e proteggere tale ricchezza. Numerose iniziative sono state intraprese a livello europeo, sia per una tutela generale dei corsi d’acqua, sia per la specifica difesa del Danubio. La creazione di una strategia dell’Unione Europea per la regione del Danubio con il compito di armonizzare le politiche interne dei paesi coinvolti, nonché la ratifica di numerose direttive europee, hanno creato un ampio contesto legislativo e normativo entro cui promuovere cooperazione ed innovazione. Ma quanto sono efficaci queste politiche? E in quali condizioni versano effettivamente il Danubio e i suoi affluenti?

Per rispondere a queste domande servono indicatori che prendano in considerazione tutto il percorso del fiume. Indispensabile quindi l’aggregazione dei dati raccolti nei diversi ambiti nazionali, oltre alla possibilità di verificare la progressione storica dei vari parametri. Di questo si occupa, frale altre cose, la Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Danubio (ICPDR  , International Commission for the Protection of the Danube River). Creato nel 1998 a seguito dell’entrata in vigore della Convenzione sulla Cooperazione per la Protezione e l’Uso Sostenibile del Fiume Danubio, l’ente ha tra i suoi principali compiti quello di monitorare lo sfruttamento delle acque nell’intero bacino danubiano, affluenti compresi. Nel corso del tempo lo spettro di competenze dell’ICPDR si è allargato unitamente al numero delle paesi sottoscrittori della Convenzione: oggi, l’ICPDR include tutti i 14 paesi appartenenti alla macroregione danubiana, con l’aggiunta dell’Unione Europea (UE), che da gennaio ne tiene la presidenza per l’anno in corso. Per quanto riguarda le competenze, l’ICPDR si è vista attribuire il ruolo di organo di controllo per l’implementazione nel bacino danubiano degli aspetti transnazionali della direttiva UE sullo sfruttamento idrico  e di quella sulle alluvioni  .

Dati

Oltre al suo importante ruolo nell’influenzare le politiche di tutela ambientale e nella promozione di campagne di sensibilizzazione, l’ICPDR è un’interessante fonte di dati altrimenti difficili da reperire. Attraverso il suo portale internet, infatti, l’ICPDR fornisce database aggiornati e fruibili a policymaker, giornalisti o ricercatori, tanto quanto a ‘profani’ interessati a scoprire qualcosa di più sull’argomento.

I dati sono suddivisi in due database principali. Il primo, aperto al pubblico  , presenta graficamente alcuni indicatori attraverso una quarantina di mappe regionali interattive. Tra le informazioni disponibili in questa sezione, vi sono la rappresentazione del numero di complessi industriali zona divisi per settore, la presenza di inquinamento da fosforo, o ancora i progetti che riguardano future infrastrutture.

Cliccando sul simbolo di identificazione di un singolo dato si possono ottenere, ove presenti, ulteriori informazioni. Questo sistema, denominato DanubeGIS (Danube River Basin Geographic Information System), può anche essere usato, dopo essersi registrati, per creare mappe personalizzate partendo dai database forniti dal sito. In questo modo, a seconda del proprio ramo di interesse o di competenza, si possono comparare differenti parametri, ad esempio la migrazione di specie acquatiche e l’inquinamento delle acque.

Qualità delle acque, dal 1996 ad oggi

Il secondo sistema è quello già consolidato dell’ ICPDR, al quale si accede previa registrazione al sito. Si tratta di un database  che verte in particolare sulla qualità dell’acqua e che raccoglie i dati dal 1996 ad oggi. All’interno del database sono presenti quattro serie di dati, o dataset, delle quali uno solo aggiornato annualmente, mentre gli altri vengono aggiornati ogni sei anni.

Il primo di questi dataset, denominato TransNational Monitoring Network (TNMN), è basato su una rete di stazioni nazionali che raccolgono dati sul livello di inquinamento e monitorano i trend dell’acqua del bacino nel lungo periodo. Lo scopo è quello di fornire dati aggiornati e affidabili sul Danubio ed i suoi affluenti principali riguardo la presenza di agenti contaminanti e il comportamento degli elementi biologici.

Gli altri dataset sono basati su analisi intraprese direttamente da tecnici dell’ ICPDR – denominate Joint Danube Surveys  – per ottenere informazioni omogenee. Il sistema del TNMN, infatti, utilizzando diverse fonti, prevede l’armonizzazione dei risultati solo a posteriori.

Leggere i dati di questo sistema richiede una conoscenza più approfondita della materia. D’altro canto, se si è interessati all’argomento se ne apprezzerà la precisione: è possibile avere accesso all’intero database, suddiviso in tabelle per stazioni di monitoraggio, metodo di raccolta dei dati, determinanti, metodo di analisi e unità tassonomica. In alternativa, si possono inserire dei parametri specifici e ottenere solo i risultati dell’analisi impostata. Le possibilità sono infinite, dal momento che si può restringere a ricerca ad un solo dataset o a un solo anno, e si può ricercare anche solo la presenza di specie animali nelle acque. In questo database sono presenti anche dataset speciali che per ragioni di formato non sono stati inclusi in quelli maggiori. Tra questi, sono interessanti i dati riguardanti l’idromorfologia del territorio, anche per il ruolo dell’ ICPDR nel vigilare sul rischio di inondazione nel bacino.

L’ ICPDR ed i suoi database forniscono un importante strumento per quanti siano interessati a ottenere dati affidabili sulla regione danubiana e, nello specifico, sul suo bacino idrico. L’ampia quantità di informazioni reperibili può essere usata in diversi campi di ricerca, in quello più strettamente ambientale o tecnico-scientifico, oppure anche per la valutazione delle politiche europee o dell’integrazione macroregionale.

(Daniela Giordano, via balcanicaucaso.org cc-by-nc-nd)

In associazione con The European Data Journalism Network


Foto icpdr.org, Alejandro cc-by,
Lubos Houska/CC0, Terra Libera cc-by-nc

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