Kazimir: le autorità indagheranno sulla fuoriuscita di documenti fiscali contro Kiska

Il ministro delle Finanze Kazimir (Smer-SD) ha detto ieri che le autorità di vigilanza indagheranno sulle responsabilità di chi ha pubblicato in forma anonima informazioni fiscali relative al presidente Andrej Kiska, uscite sui media la scorsa settimana. La dichiarazione è venuta dopo un incontro tra i due lo stesso giorno. Kazimir ha detto che nel fine settimana sono state individuate, analizzando i dati del sistema informatico dell’Amministrazione Finanziaria della Repubblica Slovacca, alcune persone che hanno avuto accesso ai documenti finiti sulla stampa nei giorni scorsi, e che l’informazione sarà passata alle autorità per essere esaminata nel dettaglio. È chiaro, ha sottolineato Kazimir, che se quelle persone hanno esaminato le informazioni per svolgere compiti di servizio non saranno oggetto di indagine. Il ministro ha ricordato che anche altri soggetti hanno avuto accesso ai documenti, a partire dall’impresa oggetto della verifica fiscale (una società di Kiska e del fratello), e altre istituzioni e organismi statali.

Secondo e-mail anonime pervenute a diversi media slovacchi la scorsa settimana, l’azienda di Kiska, una agenzia di viaggi di Poprad, subì una verifica fiscale nel corso della quale le venne contestata una evasione fiscale per 27.000 euro risalenti al 2014, e precisamente per costi riguardanti la campagna di Andrej Kiska per diventare presidente della repubblica. La società in questione ha sostenuto spese per il marketing la campagna, iscrivendole poi nella propria contabilità come costi deducibili, cosa contestata dalla polizia tributaria. La società ha poi fatto ricorso all’istituto del “pentimento effettivo”, che permette di pagare il dovuto derubricando il reato come contravvenzione.

La spiegazione data da Kiska della vicenda – una “diversa opinione” dell’ufficio fiscale sulla registrazione di alcune voci contabili – non era piaciuta quasi a nessuno, e diverse voci si sono alzate a contestare al presidente un atteggiamento non consono al proprio ruolo di capo dello Stato. Kiska aveva rivendicato di non avere nulla da nascondere, dicendo che casi simili sono piuttosto comuni.

Membri dell’opposizione avevano lamentato una campagna per screditare la figura del presidente, che segue le informazioni fatte filtrare mesi fa sui voli di Stato di Kiska per recarsi dalla famiglia a Poprad. Un sistema, diceva ad esempio la vice di SaS, Lucia Duris-Nicholsonova, che era in uso negli anni ‘90 ai tempi dei governi di Vladimir Meciar.

Lucia Zitnanska, ministro della Giustizia del partito Most-Hid, ha detto che è probabilmente arrivato il momento di rivedere la normativa sul “pentimento effettivo”, che potrebbe incoraggiare le società a speculare e quindi evitare condanne approfittando di un escamotage legale.

Sulla questione il capo della polizia Tibor Gaspar ha detto domenicaalla tv TA3 di non poter escludere che informazioni segrete come quelle riguardanti il ​​presidente Andrej Kiska potrebbero essere trapelate dalla polizia, anche se ritiene che il responsabile in questo caso sia più probabilmente qualcuno dell’ufficio fiscale. «Io ho più volte condannato la diffusione di documenti» per essere usati in battaglie politiche, ha detto Gaspar, ricordando che negli ultimi tempi anche due assistenti di parlamentari si sono distinti per rivelare informazioni usate contro l’imprenditore Ladislav Basternak e il ministro dell’Interno Robert Kalinak.

(La Redazione)


Foto CC0/BS

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