Kalinak invita l’UE a misure efficaci contro i migranti e annuncia invio uomini in Romania

Pur rispettando la decisione della Corte di giustizia europea, che ha respinto i ricorso di Slovacchia e Ungheria sulla redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo, il ministro degli Interni slovacco Robert Kalinak sottolinea che Bratislava aveva ragione. Ragione nel dire che le quote erano il modo sbagliato di risolvere la questione, e che si sono dimostrate inefficaci nella pratica se dopo due anni appena il 16% dei 160.000 migranti oggetto del piano sono stati davvero trasferiti da Italia e Grecia, e questo vale anche per i paesi che hanno acconsentito al regime temporaneo di redistribuzione.

Le parole di Kalinak erano risposte a domande dei giornalisti a margine di un Consiglio giustizia e affari interni dell’Unione europea che si è svolto a Bruxelles giovedì. Kalinak ha detto che il calo di migranti nella rotta mediterranea che è stato citato da Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione è in parte grazie alle misure che la Slovacchia ha sostenuto fino a due anni fa. «Noi diciamo da molto tempo che la protezione completa delle frontiere e la politica di ritorni forzati sono l’unico modo per riuscire a combattere la migrazione illegale», ha detto Kalinak, dichiarando il suo disaccordo con le osservazioni di Juncker sul fatto che non tutti i paesi hanno agito in uno spirito di solidarietà rispetto alla crisi migratoria. La Slovacchia, ha rivendicato il ministro degli Interni, ha spedito agenti di polizia a proteggere le frontiere esterne dell’UE e ha contribuito al fondo di fiducia dei rifugiati, ed è stata elogiata dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per avere ospitato a Gabcikovo oltre 1.200 migranti in attesa di decisioni sul loro asilo in Austria.

Kalinak si è anche detto preoccupato per l’aumento di migranti irregolari che arrivano in Bulgaria e Romania passando per il Mar Nero, e ha detto che il governo di Bratislava è pronta a inviare personale delle forze di sicurezza nazionali in Romania, certo della collaborazione delle autorità di Bucarest. Anche grazie al nostro aiuto i colleghi romeni saranno in grado di gestire la situazione, ha sottolineato, ricordando che proteggere la costa del Mar Nero è cosa più facile rispetto alle centinaia di isole greche nel Mar Egeo. In Romania in agosto sono stati fermati 200 migranti illegali, e altri 100 in settembre, provenienti da Siria e Iraq attraverso la Turchia.

(Red)


Foto minv.sk

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