Rassegna esteri del 18 settembre

Lo sapete quanti caccia scortavano l’Air Force One durante gli attacchi terroristici dell’11 settembreThe Aviationist racconta quella storia, dando una risposta che certamente non vi aspettereste. E in un altro pezzo si chiede perché nessuno riuscì a intercettare gli aerei dirottati, tranne un isolato C-130. E quanto la difesa aerea Usa fosse impreparata lo racconta anche questa storia incredibile del Washington Post.

Avete ragione, c’è anche altro oltre a quell’anniversario, ma concedete a dei poveri nerd geopolitici di soffermarsi un po’ su quella data che ha cambiato così radicalmente la nostra epoca. Dunque passiamo oltre (solo perché avete già letto “11/9, la cospirazione impossibile” dal sito del Cicap, vero? Altrimenti, lettura quasi obbligata).

AFRICA

1. Kenya: da un lato la decisione della Corte Suprema di indire nuove elezioni per il prossimo ottobre può sembrare un’occasione di rinsaldare la fiducia nelle istituzioni dei cittadini. Dall’altra, tuttavia, come sottolinea l’Economist, questo clima di generale incertezza rischia di far saltare anche i nervi piú saldi.

2. Africa is a country ci regala uno spaccato politico e sociale dei “nineties” sudafricani, ovvero i giovani nati in concomitanza con la fine dell’apartheid e che sono spesso stati definiti ‘born free generation’

AMERICA LATINA

1. El Mercurio si sbilancia decisamente in favore dell’ex presidente cileno (e nuovamente candidato) Sebastiàn Pineira. In novembre sono previste le presidenziali in Cile e l’esponente del centrodestra sembra forte di sondaggi con numeri sempre crescenti sul candidato del centro sinistra, Alejandro Guiller.

2. Sono buoni i dati riportati da El Economista sul tasso d’inflazione in Argentina; i risultati di agosto erano attesi per verificare la tenuta del sistema di cambi flessibile, perno della nuova politica economica di Macri. E adesso?

ASIA

1. Nei giorni scorsi Aung San Suu Kyi è stata sommersa da una valanga di critiche per il suo ruolo nella crisi dei Rohingya, con addirittura richieste di privarla del Premio Nobel per la Pace vinto nel 1991. Il quotidiano indipendente Irrawaddy ritiene che molte di queste critiche non tengano conto della complessa realtà politica di Myanmar, dove il governo di Suu Kyi è di fatto ostaggio di militari e nazionalisti buddisti.

2. Da utile stato cuscinetto contro gli USA la Corea del Nord è diventata motivo di allarme e imbarazzo per la Cina. Secondo Asia Times, gli ultimi test nucleari e missilistici di Pyongyang metterebbero infatti a serio rischio gli interessi geopolitici di Pechino in Asia orientale, favorendo una massiccia militarizzazione dell’area a guida americana (e a proposito, East Asia Forum si chiede se è il momento di prepararsi al peggio).

3. Una storia di suicidi da leggere sul Guardian che viene da Longhua, sede Foxconn in Cina, dove si producono i nostri I-Phone.

EUROPA

1. Ridotti gli arrivi in Italia dalla Libia, molti sembrano pensare il problema sia risolto. Ma a parte varie considerazioni sul lungo termine (sul quale, come Caffè, parleremo presto), esistono altre rotte che potrebbero emergere… il Guardian ne analizza una che, oltre che inaspettata, è anche più pericolosa per chi la usa (e sì, arriva sempre in Europa)

2. Vi siete persi il discorso del Presidente della Commissione Juncker sullo Stato dell’Unione? Se proprio non ce la fate a sorbirvelo tutto (dura tre ore), vi proponiamo un commento di Politico. Che il rubizzo Jean Claude si stia rivelando forse un leader migliore di quanto sembrasse?

3. Manca ormai solo una settimana alle elezioni federali in Germania. Potrebbe essere il voto più noioso della storia, con una vittoria (la quarta) largamente annunciata di Angela Merkel, oppure ci possiamo aspettare qualche sorpresa? Tutte le informazioni sulla pagina dedicata di Politico

Guardiamo in casa nostra. L’editoriale di Panebianco sul Corriere sui nostri partiti “bocciati in politica estera” ci ha fatto discutere, e merita una riflessione.

MEDIO ORIENTE

Unico contributo, l’autore se lo merita. Si parla spesso di populismo e dei rischi connessi, forse si parla un po’ meno di ciò che ne ha permesso l’emersione e la diffusione. Eppure, capirlo servirebbe non solo per comprendere meglio come è cambiato il modo negli ultimi anni, ma anche cosa servirebbe per migliorare… Iyad el-Baghdadi, noto blogger palestinese emigrato con la famiglia negli Emirati Arabi Uniti, arrestato lì dopo le primavere arabe e poi espulso (ora in Norvegia come rifugiato politico, in attesa di cittadinanza), ora promotore di una riflessione islamica sul ruolo dell’Islam nella società e contrario ad ogni autoritarsmo (sì, ha deciso di farsi pochi nemici…) ha riassunto in 7 punti i principali trend da ricordare e continuare a tenere sott’occhio… quali? Li trovate nel suo blog Islam and Liberty.

RUSSIA E CIS

1.La settimana scorsa Bako Sahakyan ha giurato per la terza volta come Presidente del Nagorno Karabakh, piccola repubblica non riconosciuta dalla comunità internazionale nella regione contesa tra Armenia e AzerbaijanEurasiaNet.org analizza i cambiamenti politico-costituzionali che hanno consentito a Sahakyan di ottenere un terzo mandato presidenziale e si interroga sui rischi di una deriva autoritaria nel paese.

2. Chi comanda davvero in Russia? E in che modo prende le sue decisioni? Secondo Nabi Abdullaev, ex redattore capo del Moscow Timesè sempre più difficile rispondere a queste domande. Gli osservatori occidentali si concentrano eccessivamente su Putin, mentre la struttura di potere intorno al Presidente russo è più complessa e indecifrabile di quanto si crede.

3. Sapevate che oggi parte l’esercitazione Zapad17 in Russia e Bielorussia? E che sono coinvolte nazioni… mai sentite prima? Ne parla il Post – e lo faremo anche noi nelle prossime settimane, spiegando meglio alcuni aspetti un po’ tralasciati dai media.

BONUS FEATURES

La mitragliatrice ha cambiato la guerra all’inizio del ‘900 (per quanto fosse stata introdotta prima). L’arma nucleare ha cambiato il concetto di deterrenza, e lo vediamo anche oggi. Ma c’è qualcosa che sta venendo sviluppato che potrebbe cambiare il conflitto moderno e futuro ancora di più, qualcosa contro il quale potrebbe essere ancora più difficile trovare riparo. Cosa? A War on the Rocks ne parlano in questi giorni, mentre il Caffè ne aveva parlato già dal 2015.

NORD AMERICA

Beh, dai, l’intro dovrebbe esservi bastata per questa settimana. Chiudiamo allora con la famiglia Trump, che si prende lo spazio conclusivo, tra il serio (perché il viaggio di Ivanka Trump in Cina è stato cancellato? Risponde il South China Morning Post) e il faceto (la foto della settimana. Non servono commenti. Over the top)

(Da ilcaffegeopolitico.org, cc-by-nc-nd)


Foto Fletch cc-by-nc-sa

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