Intelligenza Artificiale, ecco perché tutti ne parlano

Quando nel 1968 usciva 2001 Odissea nello Spazio, gli spettatori di tutto il mondo sono rimasti affascinati di fronte alle potenzialità di HAL, computer di bordo della Discovery 1. Progettato per essere infallibile, HAL commette il suo primo errore durante la missione nello spazio, diventando improvvisamente inaffidabile. Quando scopre che gli astronauti a bordo pianificano di disinserirlo, il dispositivo di Intelligenza Artificiale comincia a progettare di eliminare l’intero equipaggio.

Se la prima del capolavoro di Kubrik venisse proiettata oggi, se 2001 Odissea nello Spazio diventasse improvvisamente 2031 Odissea nello Spazio, la reazione del pubblico sarebbe totalmente diversa. HAL, i computer e l’intelligenza artificiale sono oggi realtà e fonte di un intenso dibattitoche coinvolge importanti decision maker, scienziati, filosofi e figure di riferimento nel mondo dell’innovazione e che pone al centro temi legati all’etica, al progresso e, in ultima istanza, alla salvaguardia della stessa razza umana.

La miccia intorno alle conseguenze di questa tecnologia si è riaccesa a luglio, quando Facebook ha improvvisamente fermato un esperimento di intelligenza artificiale dopo aver scoperto che le macchine avevano autonomamente sviluppato un linguaggio tutto nuovo, incomprensibile all’uomo. I ricercatori del Facebook AI Research Lab (FAIR) si sono infatti accorti che i robot stavano comunicando in maniera totalmente inaspettata: un episodio che sottolinea sia le potenzialità che gli aspetti più allarmanti dell’AI.

Nonostante l’incidente di percorso, Zuckerberg si definisce ottimista nei confronti di questa tecnologia emergente, e in particolar modo verso i progressi della ricerca che, secondo il CEO di Facebook, possono apportare incredibili miglioramenti in svariati campi – dalla diagnosi di malattie all’utilizzo di macchine senza guidatore, dal perfezionamento degli assistenti virtuali all’ottimizzazione dei motori di ricerca.

Non la pensa così Elon Musk, innovatore visionario alla guida di Tesla che nelle ultime settimane ha intrecciato un intenso dialogo con Zuckerberg e che ha definito l’intelligenza artificiale più pericolosa della Corea del Nord. Anche Bill Gates e Steve Wozniak hanno più volte sottolineato come l’utilizzo di questa tecnologia possa portare a tragiche ed inaspettate conseguenze. Nel 2014, Stephen Hawking aveva già messo in allarme il mondo e la comunità scientifica sottolineando come l’AI potesse rappresentare la fine del genere umano. A differenza dell’uomo, che è limitato da un’evoluzione biologica lenta, i robot sono in grado di riprogrammarsi e di imparare linguaggi nuovi a velocità sempre maggiori, sostiene lo scienziato.

Anche Google è più volte intervenuto nel dibattito e ha recentemente pubblicato un video in cui sottolinea la pericolosità dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei processi decisionali. Secondo il colosso tech infatti, l’individuazione automatizzata di pattern all’interno di grandi insiemi di dati per compiere delle scelte non è di fatto un’attività neutrale (“unbiased”), ma ricorre bensì a schemi parziali, basati su pregiudizi che hanno determinato la composizione stessa dei set di informazioni (come dettagliato in questo articolo).

La centralità dei temi legati all’Intelligenza Artificiale all’interno dell’agenda mondiale riflette i crescenti investimenti ed operazioni commerciali. Nel 2014 Google ha assorbito la startup DeepMind per $400 milioni, una delle acquisizioni più significative nella storia di questo settore. Anche Spotify ha recentemente assimilato diverse aziende con l’obiettivo di sfruttarne la tecnologia per migliorare il suggerimento dei contenuti e la targetizzazione dei messaggi ADV sulla propria piattaforma. La stessa Microsoft Ventures ha lanciato un nuovo fondo di investimenti dedicato alle startup del mondo dell’AI.

L’Intelligenza Artificiale è diventata quindi tema centrale di ogni conferenza, evento o workshop dedicato alle tecnologie emergenti, dove vengono indagate le applicazioni più innovative e le opportunità di business più interessati. In questa cornice si inserisce Futureland, un evento internazionale che si terrà il 9 e 10 novembre a Milano dove decision maker, innovatori e speaker d’eccezione discuteranno di investimenti e nuovi trend di mercato proprio nei campi della realtà virtuale, della robotica, della realtà aumentata e dell’intelligenza artificiale.

Dunque la discussione attorno al tema continua, e si prospetta sempre più accesa. Ciò che farà la differenza sarà la capacità (tecnica ma soprattutto strategica) di piccole startup (destinate verosimilmente a venire acquisite da giganti tech) e grandi aziende di controllare questa tecnologia e di saper individuare rapidamente, più rapidamente dei propri competitor, evoluzioni ed applicazioni non ancora immaginate.

(Talent Garden, via Wired cc-by-nc-nd)


Foto iit.it

Rispondi

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

news giorno x giorno

settembre: 2017
L M M G V S D
« Ago    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

ARCHIVIO

pubblicità google