Le multe all’estero non vanno sottovalutate, si devono pagare

Nel marzo del 2016, il Consiglio della Ue ha previsto il reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie nell’Unione europea comprese quelle relative al Codice della Strada. Tutti gli Stati membri sono obbligati a riconoscere la multa applicata da un altro Stato membro. Unica eccezione: la Corte d’Appello può decidere di rifiutare il riconoscimento della multa solo nel caso in cui la sanzione sia inferiore ai 70 euro.

Come ci ricorda il sito quotidiano.net, la procedura in vigore è quella valida nello Stato in cui è stata commessa l’infrazione, una situazione che potrebbe trarre in inganno molti italiani appena rientrati dalle vacanze all’estero.

Infatti, in molti paesi europei, la notifica della multa non viene effettuata tramite l’invio della fatidica raccomandata, ma per mezzo della semplice posta ordinaria. Per questo motivo, la mancata ricezione della raccomandata non può essere un elemento valido per contestare la sanzione.

Quando la sanzione viene riconosciuta, la sua esecuzione rientra nelle norme e nelle procedure applicate in Italia, fino al possibile pignoramento dei beni del trasgressore. Unica consolazione: le multe prese all’estero non determinano la decurtazione dei punti della patente.

Per contestare la multa bisogna leggere con attenzione la lettera di notifica che indica anche le informazioni necessarie per opporsi al pagamento della sanzione. I tempi possono variare da paese a paese, solitamente da uno a cinque anni, ma si tratta di procedure non proprio semplici da seguire.

(Fonte autoblog.it, cc-by-nc-nd)


Foto minv.sk

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