Uomo accusato di omicidio per l’annegamento della donna slovacca di Ivrea

Il pubblico ministero di Ivrea ha chiuso nei giorni scorsi le indagini sul caso di Anna Schniererova, la donna slovacca morta nel 2015 in un laghetto per la pesca sportiva nei pressi della città piemontese, accusando per omicidio colposo l’uomo che ha passato con lei la sua ultima notte, il 30 agosto 2015. Come riporta l’edizione torinese di Repubblica, l’accusato, Daniele Scaramuccia, custode del lago nell’ex cava di Strambino, è stato ritenuto responsabile di aver lasciato la trentaduenne slovacca fare il bagno nonostante fosse palesemente ubriaca, e per di più nell’oscurità della notte. Gli esami tossicologici fatti sul corpo, dicono i documenti, hanno dimostrato che anche a distanza di molte ore dalla morte la donna aveva ancora un tasso alcolemico superiore al 3,5 per mille.

L’uomo era stato inizialmente indagato per omicidio volontario, sospettando che avesse drogato la donna, sulle cui braccia erano stati trovati segni di iniezioni, ipotesi poi rivelatasi infondata. Inoltre, a insospettire gli inquirenti anche il ritardo nella richiesta di soccorso, ma l’uomo ha detto di non essersi reso conto che la donna fosse annegata.

Schniererova viveva da una decina d’anni a Ivrea. Avrebbe conosciuto lo Scaramuccia il giorno prima della morte in una discoteca della zona. Dopo un giro per locali la coppia aveva deciso di passare la notte al lago di cui l’uomo è custode.

(Red)

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