Inizia l’anno scolastico (senza il ministro) per 671 mila studenti

Lunedì 4 settembre hanno iniziato il nuovo anno scolastico circa 671.000 scolari slovacchi dopo due mesi di vacanze. Per circa 60.000 bambini si è trattato del primo giorno di scuola in assoluto. La novità di quest’anno è però che proprio in questi giorni non c’è un ministro dell’Istruzione, dopo che Peter Plavcan ha rassegnato le dimissioni dopo lo scandalo dei finanziamenti UE scoppiato alla fine di luglio. Al suo posto, ha tenuto il discorso di apertura dell’anno scolastico la ministra Gabriela Matecna, che ha ricevuto l’interim temporaneo dal presidente Kiska giovedì scorso in attesa che il Partito Nazionale Slovacco (SNS) nomini un nuovo ministro. Il giorno stesso il Ministero dell’istruzione ha annunciato che, a causa della situazione di incertezza in attesa di un nuovo titolare, sarà rinviata di qualche giorno la presentazione della versione finale del programma nazionale per lo sviluppo della formazione, denominato Learning Slovakia, destinato a fare cambiamenti nell’istruzione a tutti i livelli di studio e nel lavoro e valutazione di insegnanti e alunni, fino alle specifiche per l’accreditamento delle università.

Il presidente della repubblica, che ha partecipato a una cerimonia per l’apertura dell’anno in un ginnasio a Tisovec, nella regione di Banska Bystrica, ha lamentato il bisogno di una vera riforma scolastica, di cui il paese ha estrema e urgente necessità e si aspetta che al posto di ministro dell’educazione arrivi un esperto con qualità e competenza, cosa che ha fatto presente a chi di dovere – al primo ministro e al presidente del partito SNS e del Parlamento, Andrej Danko. Kiska ha ricordato che nessun settore ha avuto tanti ministri come quello dell’istruzione, e ogni ministro «ha cercato di attuare la sua visione». Il fatto è, ha detto, che il livello del settore dell’istruzione influisce sul modo in cui il nostro paese affronterà il futuro. «Dobbiamo avere un eccellente livello di istruzione se vogliamo che la Slovacchia diventi un paese moderno, di cui essere orgogliosi», ha detto il presidente.

La qualità dello studio è una priorità per Kiska, che chiuderebbe un terzo delle università slovacche se ne avesse il potere. Questo ha detto nel suo discorso a Tisovec. Scegliere l’università è una cosa difficile, gli studenti devono stare attenti e valutare quale sia quella migliore per loro. Ci sono università facili in Slovacchia, dove ti ammettono subito e gli studi andranno lisci come l’olio, ma sarà un problema quando sarà il momento di cercare un lavoro. Kiska ha ricordato che nel selezionare i dipendenti, quando era attivo come imprenditore, scartava subito quelli che venivano da certe università, senza nemmeno leggere i curricola, una cosa che fanno centinaia di aziende, ha ammonito.

Secondo i rappresentanti della Camera slovacca degli insegnanti (SKU), iniziare l’anno senza un ministro può solo significare che l’interesse della coalizione di governo sta da tutt’altra parte. E cambiare ministri ad ogni piè sospinto, con persone che non hanno sufficienti requisiti professionali o morali, di certo non aiuta. Come non aiuta l’indebolimento della situazione economica degli insegnanti, il rinvio della riforma scolastica e l’assenza di un vero e proprio dialogo con la comunità didattica. Per riprendere la giusta strada serve un esperto ampiamente riconosciuto con un puro profilo morale e capacità per lanciare il processo di riforma, e deve essere nominato il più presto possibile, dice SKU.

(Red)


Foto alexpanoiu cc-by

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