A Bratislava in ottobre un grande summit sui doppi standard alimentari in UE

Un vertice sui doppi standard qualitativi degli alimenti e sulle pratiche commerciali sleali nell’UE si terrà a Bratislava tra poco più di un mese, secondo quanto concordato dai governi di Slovacchia e Repubblica Ceca in una riunione congiunta che si è svolta lunedì. Come ha dichiarato il premier slovacco Robert Fico, «A volte c’è bisogno di intraprendere azioni più gravi che semplicemente visitare la sede di Bruxelles e incontrare il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker». Fico ha continuato dicendo che non si tratta solo di prodotti alimentari, ma anche di materiali da costruzione e prodotti farmaceutici, «e per noi la doppia qualità non è un problema legale, per noi è un problema politico serio, un problema di un duplice approccio nei confronti dei cittadini dell’UE: noi ci rifiutiamo di mangiare, bere e utilizzare prodotti di seconda classe rispetto ai prodotti in vendita in qualsiasi altro paese dell’Unione europea».

Bratislava e Praga hanno deciso di invitare al vertice di metà ottobre i commissari europei competenti, i rappresentanti delle commissioni interessate dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, oltre alle istituzioni dei consumatori nazionali ed europee. Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka ritiene che la questione dei doppi standard negli alimentari è diventata ormai parte dell’agenda europea, e il vertice di Bratislava «può aiutarci a stare al passo con la soluzione di questa questione».

Sono mesi che i paesi dell’Europa centro-orientale membri dell’Unione europea lamentano una discriminazione da parte delle multinazionali del food, che vendono nei negozi di questi paesi prodotti alimentari con ingredienti di qualità inferiore e minori quantità di agenti nutrienti rispetto agli stessi prodotti, con lo stesso marchio e packaging, che si trovano sugli scaffali dei supermercati nei paesi dell’Europa occidentale. Lo dimostrano diversi test eseguiti da enti incaricati dalle autorità alimentari nazionali di diversi paesi. La Slovacchia ha preso la leadership di questa protesta, assumendosi l’incarico di andare a discutere della questione per conto del gruppo di Visegrad con il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker. I due si sono visti a fine luglio, e alle rimostranze sull’inazione di Bruxelles davanti all’evidenza, Juncker ha assicurato di voler agire prontamente con l’emissione di linee guida a livello europeo (attese forse per questo mese), dicendo che queste pratiche sono «assolutamente inaccettabili». Fico si era spinto a minacciare il blocco delle importazioni di alimentari europei in Slovacchia se la Commissione non avesse dato un segnale forte di interesse a risolvere un problema contestato da un gruppo di paesi che rappresentano quasi ottanta milioni di cittadini europei.

(La Redazione)

Foto phtorxp-CC0

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