La Coalizione fa un passo indietro: aumento dei salari agli insegnanti garantito solo quest’anno

La riunione dei tre partiti di coalizione convocata per affrontare il problema degli aumenti salariali per gli insegnanti ha partorito un risultato mediocre, garantendo solo la crescita degli stipendi del 6% a partire dalla retribuzione di settembre 2017, ma lasciando a future decisioni gli ulteriori aumenti già promessi del 6% per settembre 2018 e 2019. A dare la notizia sono stati il 31 agosto i tre leader della coalizione, Robert Fico (Smer-SD), Andrej Danko (SNS) e Bela Bugar (Most-Hid), dopo che il sindacato degli insegnanti ha deciso di non firmare un memorandum “di riconciliazione sociale” con il governo che li impegnava ad astenersi dagli scioperi fino al 2020 in cambio di un aumento totale del 26,25% degli stipendi entro gennaio di quell’anno.
Andrej Danko ha detto che il governo aveva aumentato gli stipendi anche l’anno scorso, nonostante la misura fosse prevista solo per quest’anno, ma è fallito il tentativo, definito “esperimento sociale”, di trovare un accordo sindacale di lungo termine. Danko sottolinea comunque che la questione salariale nella scuola rimane una priorità per il futuro.
Bela Bugar riconosce agli insegnanti il diritto di tenere un atteggiamento duro, ma addebita loro la responsabilità di aver bocciato un accordo per un aumento garantito dei salari del 26,25%.
I sindacati hanno rifiutato di firmare l’accordo dichiarando di non vogliono rinunciare al loro diritto costituzionale di negoziare migliori condizioni di lavoro e retribuzioni nell’ambito della contrattazione collettiva nazionale.

(Red)


Foto CC0

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