A settembre la quarta marcia degli studenti contro la corruzione

Gli studenti che già hanno organizzato tre grandi marce anticorruzione nei mesi scorsi si stanno preparando per la quarta manifestazione il prossimo 25 settembre a Bratislava alle ore 17. Lo hanno annunciato gli stessi organizzatori sulla pagina Facebook di riferimento, Veľký protikorupčný pochod con questo messaggio: «Il 25 settembre usciamo di nuovo in strada. Ci auguriamo che durante l’estate sempre più persone nuove abbiano saputo delle nostre attività, e nel mese di settembre andremo ancora una volta a dimostrare che a noi importa. La petizione contro la corruzione porta già 70.000 firme delle 100.000 necessarie. Ci aiutate a ottenerne altre per raggiungere i requisiti legali?».

Sarà di nuovo la piazza SNP, quella che nell’89 vide le maggiori proteste contro un regime comunista ormai in disfacimento, ad ospitare il terzo raduno dei giovani che continuano a chiedere le stesse cose delle due marce precedenti: un’indagine approfondita e seria sui casi “Basternak” e “Gorilla”, l’allontanamento del ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD), del capo della polizia Tibor Gaspar e del procuratore speciale Dusan Kovacik. Gli iniziatori delle proteste, l’universitario David Straka e la studentessa delle superiori Karolina Farska, che si dichiarano indipendenti da qualunque partito o movimento politico, si dicono stanchi di leggere a margine delle indagini e processi sui casi di corruzione la sentenza assolutoria «il fatto non sussiste». Tutt’altro, dicono loro, il fatto sussiste eccome, «Skutok sa deje» (o «Skutok sa stal»), come riportano gli striscioni diventati un motto di grande appeal in una Slovacchia pigra e dolente che non ha più la forza di reagire. Gli organizzatori, cui nel frattempo si sono aggregati molti sostenitori, intendono chiedere di fare pulizia nei meccanismi dello Stato, costringendo le istituzioni a occuparsi veramente di contrasto alla corruzione e dei casi più eclatanti di commistione tra politica e affari che hanno segnato questi ultimi anni della storia slovacca. Le dimissioni  del ministro dell’Interno Kalinak, del capo della polizia Gaspar e del procuratore speciale Kovacik sono ritenute necessarie in quanto essi sono rei delle mancate indagini su questi gravi casi di corruzione.

Gli organizzatori in queste ore invitano ad unirsi alla loro protesta anche gli insegnanti, insoddisfatti degli aumenti salariali proposti dal governo, e cono loro anche tutti i cittadini ai quali «importa» della sorte del Paese e che sono preoccupati per come il governo tratta la cosa pubblica. E intanto è nato anche un raduno che si svolgerà davanti all’Ambasciata Slovacca a Praga un’ora più tardi rispetto a Bratislava, alle 18.

Ad aprire le proteste era stata una marcia a Bratisalva il 18 aprile, alla quale avevano partecipato secondo la polizia 5.000 persone, numero che raddoppiava secondo i media, e comunque un numero di tutto rispetto per una manifestazione del genere.  Avevano fatto seguito altre due marce a Bratislava e Kosice, le due maggiori città del paese, il 5 giugno, cui seguirono una settimana dopo, il 12 giugno, le marce di Zilina e Presov.

(La Redazione)


Foto FB/velkyprotikorupcnypochod

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