Anniversario SNP, Kiska: la Slovacchia si opponga all’ondata fascista

Si è svolta ieri a Banska Bystrica la cerimonia per il 73° anniversario dell’Insurrezione Nazionale Slovacca (SNP), cui hanno partecipato tutte e tre maggiori figure costituzionali dello Stato, insieme a ministri dell’attuale governo, parlamentari e decine di rappresentanti di varie istituzioni e dei diplomatici accreditati nel Paese.

Il presidente della repubblica Andrej Kiska ha sottolineato nel suo discorso il dovere di «fare di più che commemorare il coraggio dei nostri antenati e mettere fiori una volta all’anno», specialmente in un momento in cui in tutto il paese stanno prendendo sempre più piede i seguaci delle ideologie naziste e fasciste. Settantatre anni fa «uomini audaci e donne coraggiose si sono opposti agli occupanti e al regime fantoccio che serviva fedelmente l’ideologia fascista», ha detto Kiska, e anche se alla fine uno dei più grandi movimenti di resistenza in Europa fu soppresso dal nemico, il Paese non smise di credere in se stesso. Il presidente ha ringraziato gli stranieri che combatterono nelle file della rivolta «con i nostri nonni e nonne».

Il capo dello Stato ha poi richiamato l’attenzione alle prossime elezioni regionali, che si svolgeranno nel mese di novembre in tutto il Paese, dicendo di augurarsi che il voto di quest’anno sia quello con il quale la Slovacchia si opporrà all’ideologia del male e «butterà i fascisti lontano dall’ufficio regionale di Banska Bystrica e dirà no ai loro candidati a Nitra e in altre regioni», con chiaro riferimento al governatore della regione di Banska Bystrica, Marian Kotleba, fondatore e leader del Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS), una formazione manifestamente di estrema destra che si ispira al periodo dello Stato slovacco di Jozef Tiso.

Oggi i nemici non si combattono imbracciando armi, ma «è sufficiente agire come veri cittadini, andare ai seggi elettorali a novembre e votare per un candidato non fascista», ha detto il presidente. Secondo lui, l’unico contributo di Kotleba al dibattito pubblico è dato dalla “diffusione dell’odio”, l’abuso di potere e l’intimidazione. Con elezioni democratiche «possiamo cambiare la storia del nostro paese ed eliminare gradualmente il fascismo dalla vita pubblica».

Il presidente del Parlamento Andrej Danko, dal canto suo, ha rammentato che la più bella frase dell’insurrezione nazionale fu «Cominciamo con lo sfratto», parole usate dal generale Jan Golian nel dare l’ordine ai partigiani di iniziare la rivolta il 29 agosto 1944 e che Danko ha voluto applicare all’attualità, riferendosi allo sfratto che gli elettori sono chiamati a dare al governatore di Banska Bystrica in autunno. Dobbiamo pensare «a quel che attende la Slovacchia in futuro». Gli abitanti di questa città potrebbero essere i primi «a mostrare anche alle altre regioni che ne hanno abbastanza di questa esperienza e che non permetteranno a un pazzo di rimanere al potere», ha dichiarato Danko. Lui ritiene che gli eroi della SNP siano da ricordare più spesso, soprattutto coloro che guidarono la rivolta, i generali Golian, Viest e Vesel e il capitano Jan Stanek, ma anche Gustav Husak, al tempo vicepresidente del Consiglio nazionale slovacco ribelle e in seguito presidente della Cecoslovacchia socialista tra il 1975 e il 1989. Husak è una personalità sottovalutata della nostra storia, ha detto Danko.

Anche il primo ministro Robert Fico non ha evitato di fare riferimenti al fascismo in crescita nella società slovacca. Il premier ha citato «l’assurdità di leggere ancora oggi, 73 anni dopo la cacciata dei nazisti dal paese, scritte inneggianti all’estrema destra». La Slovacchia è tra i paesi più liberali e democratici del mondo, e tutti fanno quello che vogliono senza alcuna responsabilità, ha sottolineato Da noi c’è libertà di parola, «ma non c’è spazio per chi difende Hitler e il fascismo». Fico ha ricordato che a poche decine di metri dal memoriale ai caduti dell’Insurrezione nazionale a Banska Bystrica c’è un edificio nel quale c’è chi ancora fa il saluto fascista, e noi lo accettiamo come se fosse una cosa normale. Il riferimento è alla sede della regione del governatore Kotleba e al saluto “Na stráž!” (In guardia!) che si dice venga usato dai membri del partito LSNS negli uffici regionali, un saluto usato settant’anni fa dai miliziani della Guardia di Hlinka a servizio del governo fascista.

Fico ha sottolineato che l’SNP è l’evento più importante nella storia slovacca, che andrebbe maggiormente rispettato. Molti slovacchi danno infatti oggi per scontata la lunga stagione di pace nella quale hanno vissuto, ha detto.

Partecipazione calorosa durante l’intera giornata anche da parte del pubblico, con 10-12 mila presenze registrate, ma hanno fatto sentire la loro presenza anche alcune decine di disturbatori che sostavano sventolando bandiere all’ingresso della zona memoriale del Museo dell’SNP mentre entravano le delegazioni, e che hanno gridato in segno di disapprovazione durante i discorsi del primo ministro e del presidente del parlamento. Un atteggiamento criticato dal direttore del museo, Stanislav Micev, organizzatore principale della commemorazione, secondo il quale quello non è il posto per esprimere opinioni politiche. È invece un luogo dove si dovrebbe soltanto rendere omaggio ai caduti.

I visitatori dell’area hanno goduto dell’ingresso gratuito al museo e hanno potuto vedere, per la prima volta riuniti nello stesso luogo, circa un centinaio di carri armati della seconda guerra mondiale.

(La Redazione)


Foto Bratislavská župa cc-by
Foto prezident.sk

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