29 agosto 1944, scatta l’Insurrezione Nazionale Slovacca

Oggi 29 agosto la Slovacchia celebra il 73° anniversario della Insurrezione Nazionale, quell’evento considerato il più significativo nella storia recente del Paese e comunemente ricordato con l’acronimo SNP  (Slovenské národné povstanie) nella toponomastica di centinaia di piazze e strade di città e villaggi. Il 29 agosto del 1944 dei reparti dell’esercito ribelli al regime collaborazionista dello Stato slovacco si unirono a gruppi di partigiani e a combattenti delle brigate internazionali con l’intento di rovesciare il governo di Jozef Tiso, a capo della Repubblica Slovacca indipendente dal 1939.

Alla fine dell’anno precedente si fanno risalire i primi preparativi della rivolta, quanto il capo del governo cecoslovacco in esilio a Londra, Edvard Beneš, prese contatti con dissidenti dell’esercito slovacco che costituirono un Consiglio Nazionale Slovacco clandestino sotto l’autorità di Beneš, impegnandosi alla ricostituzione della Cecoslovacchia una volta terminata la guerra. Il generale Ján Golian prese le redini dell’insurrezione nel marzo 1944, mentre si stavano raccogliendo denaro, armi e munizioni per le necessità delle basi militari stabilite nella Slovacchia centrale e orientale. I sovietici dell’Armata Rossa si stavano intanto avvicinando al confine polacco dalla Polonia, dove erano stati scoperti gli orrori di Auschwitz.

Le autorità naziste ordinarono l’occupazione del Paese dopo che partigiani comunisti uccisero in un’imboscata il 27 agosto un gruppo di 30 delegati tedeschi. L’occupazione fu annunciata alla radio alle ore 19 del 29 agosto. Un’ora dopo, Golian inviò un messaggio alle unità ribelli per dare il via all’insurrezione. La mattina del 30 agosto le prime unità di rivoltosi entrarono nella città di Banská Bystrica e vi fondarono il loro quartier generale. L’aviazione che avrebbe dovuto sostenere la presa del territorio, al contrario di quanto concordato, abbandonò invece il campo e volò verso la Polonia unendosi ai sovietici. Questo fatto favorì l’opera dei tedeschi nell’avere facile vittoria contro le due divisioni pesanti dei ribelli dislocate a Prešov, che vennero circondate e disarmate mentre avrebbero dovuto resistere all’avanzata tedesca. Il 10 settembre le forze insorte avevano comunque raggiunto il controllo di vaste aree della Slovacchia centrale e orientale.

Ma i sovietici, che dovevano arrivare in rinforzo ai rivoltosi come concordato mesi prima da Beneš con Stalin e Molotov, erano in ritardo sui piani e la Germania inviò 40.000 soldati per sedare gli slovacchi, cosa che avvenne nelle settimane successive. Il tentativo di invasione della Slovacchia dalla Polonia l’8 settembre attraverso il passo di Dukla fu poco preparato e si protrasse per sette settimane, provocando come conseguenza una carneficina su entrambi i fronti. Si parla di 21.000 morti e circa 65.000 feriti. Banska Bystrica fu abbandonata il 27 ottobre, poche ore prima dell’ingresso dei tedeschi. Il giorno dopo, 28 ottobre, il generale Viest, che aveva preso la testa dell’insurrezione dopo Golian, annunciò in un messaggio a Beneš la fine della rivolta, anche se i combattimenti proseguirono con atti di guerriglia fino alla liberazione, avvenuta nei primi mesi del 1945 ad opera dell’Armata Rossa. Golian e Viest furono catturati il 3 novembre e giustiziati.


Memoriale di Dukla a Svidnik

Secondo le stime degli storici, dai 18.000 uomini iniziali, i rivoltosi crebbero fino a 60.000, cui si aggiunsero 18.000 partigiani da oltre 30 diversi paesi, inclusi prigionieri di guerra francesi e partigiani sovietici.


Armi della rivolta del 1944 esposte al Museo dell’SNP 

Nei giorni scorsi in diverse città della Slovacchia si sono tenute manifestazioni istituzionali per commemorare la SNP, ieri anche a Bratislava sulla piazza omonima dove c’è un monumentale gruppo di statue a ricordare la lotta per la libertà dagli occupanti. Oggi l’attenzione è puntata soprattutto su Banska Bystrica, dove nel complesso architettonico del Museo memoriale della SNP (costruito nel 1969, nel venticinquennale della SNP) si terrà la commemorazione di Stato con la partecipazione delle più alte cariche e di migliaia di cittadini. Il governatore regionale Marian Kotleba, come da quattro anni a questa parte, non è stato invitato. Kotleba, leader del Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di estrema destra, è un estremo detrattore dell’insurrezione, e un difensore strenuo dello Stato slovacco di Tiso. Il 29 agosto del 2015 espose due bandiere nere alle finestre della sede della regione, mentre a poche centinaia di metri le istituzioni commemoravano l’anniversario. Nel 2009, prima di diventare governatore e arrivare in Parlamento con il suo partito, Kotleba affermò che «la crisi morale della Slovacchia cominciò il 29 agosto 1944, quando una parte tradizionalista della nazione slovacca si oppose al proprio stato e al suo ottimo presidente».

Costruzione del Museo dell’SNP nel 1969

Essendo festa nazionale, oggi i negozi sono chiusi, come stabilito da una legge recentemente emendata. E anche Buongiorno Slovacchia non uscirà.

(La Redazione)


Foto: il memoriale all’SNP (mod.gov.sk)
Foto: memoriale della battaglia di Dukla a Svidnik CC0 
Foto: combattenti e armi della SNP (muzeumsnp.sk)

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