La maggioranza ricuce, venerdì la firma di un nuovo accordo di coalizione

Venerdì si è tenuto l’incontro decisivo dei leader della coalizione di maggioranza che aveva il compito di far rientrare la crisi innescata dall’annuncio, lunedì 7 agosto, del capo del Partito Nazionale Slovacco (SNS) Andrej Danko del suo ritiro unilaterale dall’accordo di coalizione a partire dal 1° settembre. La crisi è stata provocata dal terremoto scoppiato al ministero dell’Istruzione gestito dal ministro SNS Plavcan, dove sono stati concessi finanziamenti milionari per progetti di ricerca e innovazione a società private che non  hanno mai fatto ricerca e che si sono rivelate quanto meno non adatte a portare a termine progetti in questo settore. Plavcan ha dovuto dimettersi, su pressione e richiesta diretta del primo ministro Fico (e con arrendevole condiscendenza di Danko) e lascerà il ministero il 31 agosto.

Nel corso dell’ultima settimana una serie di proclami pubblici del leader SNS Danko hanno fatto dire al capo del partito junior della coalizione Most-Hid, Bela Bugar che era ora di smetterla di mandarsi messaggi tramite i media. Il giorno prima della riunione di coalizione, uscendo da un meeting della direzione del suo partito Danko ha dichiarato che SNS vuole rimanere nella coalizione, ma deve essere una vera e propria coalizione e non una forma di schiavitù. Aveva poi ammesso che la collaborazione con i socialisti di Smer-SD è piuttosto snervante, perché entrambi i partiti si contendono la stessa fetta di elettori.

Alla fine, con cinque giorni di ritardo per venire incontro a una richiesta in tal senso di Danko, si è svolto nella mattinata di venerdì all’hotel Borik di Bratislava l’incontro tra i tre partiti di maggioranza, che ha avuto come risultato un consenso generale a rivedere i termini dell’accordo di coalizione. La nuova formulazione del documento, che sarà firmata il 1° settembre (data simbolica della entrata in vigore della Costituzione venticinque anni fa), dovrebbe contenere un impegno a tenere regolari riunioni tra i componenti della coalizione. Danko aveva infatti lamentato che a volte il consiglio dei ministri si trovava sul tavolo questioni che non erano mai state discusse a livello di leader di coalizione. Tenere riunioni regolari dovrebbe evitare questa pratica.

In ogni caso, Danko, Bela Bugar e il primo ministro Robert Fico (del partito dominante Smer-SD) hanno convenuto nel corso dell’incontro che non si vede alcuna alternativa nella scena politica slovacca all’attuale coalizione, che è sostenuta da una maggioranza già non esattamante ricca (83 deputati su 150). Danko, da parte sua, ha detto che per la perdita di un ministro non è il caso di buttare tutto alle ortiche. I tre politici si sono anche accordati su alcune «linee rosse» per delimitare la cooperazione futura, ha detto Bugar dopo la riunione, dando il via al «calmarsi delle acque» nella coalizione. Come ha chiesto lui, non ci saranno messaggi tra di loro attraverso la stampa, e le questioni saranno trattate al tavolo dalla triade. No comment, invece sull’idea che durante l’incontro il partito SNS abbia chiesto l’allontanamento del ministro del Lavoro Jan Richter di Smer, allineandosi ai desideri di parte dell’opposizione che da tempo vuole anche il licenziamento del suo colelga agli Interni (e di partito) Robert Kalinak.

Tutti i leader della coalizione hanno riconosciuto l’urgenza di un miglioramento della comunicazione bi- e trilaterale, e sulle questioni che toccano il bilancio dello Stato, Fico ha riconosciuto il diritto di ogni partito a perseguire le proprie priorità, ma è necessario, ha sottolineato, garantire un indirizzo di responsabilità fiscale quando si presenta una nuova proposta legislativa.

Fico ha detto che sarà un gruppo di lavoro tre membri, uno per ogni partito, a preparare il nuovo accordo di coalizione, inclusi alcuni meccanismi per dirimere le controversie.

Bocche cucite su chi sarà il prossimo ministro dell’Istruzione, che dovrà sostituire il dimissionario Plavcan. La posizione rimane al Partito Nazionale Slovacco, ma Danko non ha fatto nomi e detto solo che sarà una persona esperta del settore e persona «capace di gestire i processi».

(La Redazione)


Foto smertv.sk (archivio)

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