Duemila persone a Bratislava sfilano per il Rainbow Pride

Sabato 19 agosto a Bratislava hanno sfilato i colori arcobaleno del Rainbow Pride 2017, manifestazione dell’orgoglio LGBTI che ha radunato circa 2.000 persone che hanno marciato per le strade della capitale slovacca. L’intento degli organizzatori è quello di puntare l’attenzione della gente sugli ostacoli che la comunità LGBTI affronta tutti i giorni nella propria vita quotidiana, e sottolineare la necessità di introdurre anche in Slovacchia l’istituto delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso, così che possano anch’esse prendersi cura a vicenda in caso di malattia e avere certezze legali per le questioni ereditarie. Inoltre, secondo il portavoce dell’organizzazione, la gente avrebbe maggiore facilità ad accettare le persone gay se ne conoscesse alcune di persona, una cosa del resto confermata da esperienze simili in altri paesi.

Alla manifestazione Duhovy PRIDE ha preso parte anche il mediatore pubblico della Repubblica Slovacca, Maria Patakyova (foto sotto), che ha tenuto un discorso agli intervenuti nel quale ha affermato che la Slovacchia non rispetta i diritti delle coppie omosessuali, nonostante ignorarne l’esistenza nel XXI° secolo sia una cosa inaccettabile moralmente e sia contraria alla Convenzione europea sui diritti e libertà fondamentali dell’uomo. La legislazione slovacca, ha sottolineato la Patakyova, non riconosce il concetto di unioni registrate, il che crea difficoltà quotidiane alla comunità LGBTI nel chiedere la protezione dei propri diritti fondamentali, anche in questioni vitali come ricevere informazioni negli ospedali o nelle scuole sui partner o i bambini. In segno di rispetto per i diritti LGBTI, lei ha fatto appendere la bandiera arcobaleno alla finestra del suo ufficio. La cosa ha fatto inalberare il Partito Nazionale Slovacco (SNS), che ha chiesto al suo ufficio con una lettera ufficiale di rimuoverla, accusando la funzionaria di abuso dei suoi poteri. La partecipazione del mediatore al Pride è un fatto puramente personale, ma l’ufficio del mediatore non appartiene alla comunità LGBTI, dice la lettera, ma allo Stato, e l’unica bandiera che può apparire sull’edificio è quella della repubblica, accanto a quella dell’Unione europea. Patakyova ha detto di sentirsi addolorata da questa reazione, ma ha rivendicato la sua imparzialità, messa in dubbio da SNS, e difeso la sua decisione di appendere la bandiera arcobaleno,che ha tolto solo alla fine della giornata.La bandiera incriminata, in ogni caso, pendeva dalla finestra del suo ufficio, ben lontana dalla bandiera nazionale sulla facciata dell’edificio sede dell’ufficio del mediatore.

In occasione del raduno, che aveva l’autorizzazione e la cui sicurezza è stata gestita dalla polizia, si è svolto anche un contro-Pride organizzato dai simpatizzanti di estrema destra del Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS). Non si è tuttavia registrato nessun incidente di rilievo o contatti diretti tra i due gruppi.

(Red)


Foto FB/DuhovyPRIDE,
vop.gov.sk

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