Putin attacca: 100mila soldati russi pronti a sorvegliare il Baltico

La Russia è pronta a schierare 100.000 uomini sul confine orientale dei territori Nato entro la fine dell’estate. Si tratta di una delle mosse più minacciose dell’era Putin, un atto intimidatorio che ricorda i giorni più bui della Guerra fredda. Ad anticiparlo è il New York Times, che svela le manovre militari di Mosca a Belarus, nel mar Baltico.

Una minaccia a cui il vicepresidente Usa Mike Pence ha risposto riaffermando l’impegno di Washington al fianco dei Paesi Baltici. Parlando dall’Estonia agli alleati della Nato, Pence ha definito Mosca la più grande minaccia alla sicurezza e ha riconfermato l’impegno previsto dall’art. 5 dell’Alleanza Atlantica: «L’attacco contro uno di noi è un attacco conto tutti noi», aggiungendo esplicitamente che «sotto la presidenza di Donald Trump (che inizialmente aveva dimostrato tutta la sua freddezza verso la Nato giudicata un alleanza obsoleta) gli Usa restano fermamente legati all’articolo 5 sulla reciproca difesa».

La tensione sale mentre Donald Trump si prepara a firmare la legge con cui gli Usa impongono nuove sanzioni alla Russia. Un provvedimento annunciato nei giorni scorsi, cui Mosca ha già risposto con l’espulsione di centinaia di diplomatici statunitensi. L’escalation militare delle ultime ore si inquadra in un piano più ampio che punta a mostrare al mondo la rinnovata potenza dello zar.

(Fonte lastampa.it, cc-by-nc-nd)


Foto Kremlin.ru cc-by

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