Presentata la candidatura ufficiale slovacca per l’Agenzia europea dei medicinali

Il 27 luglio a Bruxelles il governo slovacco ha presentato la sua offerta ufficiale per accogliere la nuova sede dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA). Lo ha annunciato il primo ministro Robert Fico dopo aver incontrato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker giovedì a Bruxelles.

L’EMA è una delle due agenzie europee che, insieme all’EBA, l’Autorità bancaria, si dovranno spostare da Londra a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Bratislava si candida dunque, insieme a diverse altre città dell’UE, a nuova sede dell’organismo che, con i suoi oltre 900 dipendenti e un budget annuale di 322 milioni è un boccone prelibato dei 27 membri rimanenti dell’UE. Il termine per la presentazione della candidatura era il 31 luglio, e la decisione sarà presa dai ministri degli Stati membri in un voto previsto per il mese di novembre.

La concorrenza è enorme, e sarà una lotta dura, aveva preannunciato tempo fa il ministro degli Esteri Miroslav Lajcak. Sono interessati all’EMA «26 dei 27 restanti Stati membri dell’Unione europea», aveva detto il ministro. Dei soli cinque i cinque Stati membri (gli altri sono Bulgaria, Cipro, Croazia, Romania) che ancora non sono sede di una delle 37 agenzie dell’UE, la Slovacchia era ritenuta essere un candidato forte, con una economia da anni al trotto, una buona posizione geografica della sua capitale, al centro del continente e facilmente raggiungibile in tre quarti d’ora dall’aeroporto austriaco di Schwechat. In più, è il solo paese dell’Europa centrale ad essere privo di una agenzia UE.

Secondo quanto preannunciato da Fico a Juncker e al presidente UE Tusk in maggio, Bratislava ha tutte le carte in regola per ospitare l’agenzia, tra le quali un «forte potenziale per l’innovazione» e «competenze in biomedicina e nel settore della farmacologia, oltre a personale medico e di ricerca qualificato».

Pochi giorni fa anche l’Italia ha presentato la sua offerta ufficiale per la sede dell’EMA, che per la prestigiosa organizzazione fornirebbe il grattacielo Pirelli, opera rinomata di Giò Ponti già sede della Regione Lombardia. Ma proprio giovedì il governatore lombardo Roberto Maroni ha denunciato il sospetto che per la decisione di novembre i giochi siano in realtà già fatti. Secondo lui, c’è già un accordo Germania-Francia, suggellato dal recente incontro tra Merkel e Macron, per dare l’agenzia alla Slovacchia, «che ha un dossier debolissimo rispetto a Milano». Ma se prevale la volontà politica, ammette Maroni, e dunque l’asse franco-tedesco, «noi non abbiamo alleati in Europa, purtroppo, perché il Governo italiano è molto debole sul fronte internazionale».

(Red)

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