Il terrorista slovacco Kuc sarà risarcito dallo Stato per violazione dei diritti umani

Ladislav Kuc, primo slovacco condannato per terrorismo nell’ottobre 2016 , riceverà un risarcimento di diverse migliaia di euro dallo stato slovacco. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) di Strasburgo, alla quale il condannato si era rivolto lamentando la durata della causa e il ragionamento dei giudici che hanno emesso la sentenza.

Nel 2011 Kuc ha confezionato e messo una bomba artigianale riempita di chiodi dentro un cestino della spazzatura fuori da un locale McDonalds a Kosice. Nel fast-food si era appena tenuta una festa, e solo per un caso fortuito lo scoppio non ha provocato vittime, mentre ha provocato alcuni danni all’edificio. L’uomo, un animalista convinto, aveva compiuto l’attentato in segno di protesta contro la violazione dei diritti degli animali. L’avvocato difensore aveva proposto una pena massima di quattro anni, chiedendo diverse attenuanti tra le quali lo stato mentale del condannato, una teoria in seguito smentita dalla perizia psichiatrica.

Kuc fu condannato in primo grado a 25 anni nel 2013, primo cittadino slovacco ad essere giudicato colpevole per un reato di terrorismo. La sentenza fu poi prima annullata dalla corte regionale, e a una successiva sentenza si oppose in seguito la Corte Suprema la primavera dell’anno scorso, che ha obiettato al verdetto una questione procedurale relativa alla classificazione del reato. Secondo i giudici avrebbe dovuto essere incasellato nella tipologia “causato pericolo pubblico”, senza però contestare i fatti di cui Ladislav Kuc era accusato. Nell’ottobre 2016 la nuova sentenza del tribunale di Kosice I, per una pena di 23,5 anni da scontare in un carcere di massima sicurezza. Il convenuto, ma anche il procuratore (che aveva chiesto 25 anni) hanno presentato ricorso. Oltre al reato di “causato pericolo pubblico” l’uomo è stato condannato anche per estorsione, possesso illegale di armi, tentativo di causare danni fisici e altri reati minori.

La CEDU ha assegnato a Kuc un risarcimento danni di 6.500 euro e altri 9.000 a copertura delle spese del procedimento giudiziario, affermando inoltre che le autorità slovacche non hanno considerato la condizione psicologica dell’imputato. Il caso rimane tutt’ora aperto nei tribunali slovacchi, in attesa dell’esame dei ricorsi.

(Red)

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