Cyberspace, Far West e regole

Le società contemporanee dipendono dall’ordinato funzionamento dello spazio cibernetico più di quanto le opinioni pubbliche percepiscano. La sicurezza delle nostre reti è fondamentale per le aziende, che vi affidano il loro know-how, la gestione dei processi industriali, spesso la commercializzazione dei loro prodotti e comunque la loro immagine. È di primaria importanza per i cittadini, che svolgono nel mondo digitale una parte sempre più rilevante della loro vita civile e che vi confidano per curare i loro rapporti sociali e per reperire le informazioni che cercano. È infine cruciale per gli Stati, chiamati a dotarsi delle norme, delle strutture e delle capacità necessarie per assicurare l’ordine pubblico su Internet e per proteggere la sicurezza nazionale, prevenendo azioni ostili a danno, per lo meno, delle istituzioni e delle infrastrutture critiche di maggiore rilievo nazionale.

È perciò tanto più preoccupante il basso grado di consapevolezza dell’opinione pubblica circa la minaccia che corre sulle reti. A farne le spese è il ritmo con il quale mettiamo in campo le conseguenti azioni di ordine culturale, finanziario, capacitivo, istituzionale e diplomatico necessarie per far fronte alla minaccia.

Non è un problema solo italiano. E tutto sommato è comprensibile, se si pensa che Internet nasce solo nella prima metà degli anni Ottanta, mentre il primo sito web è del 1992: lo spazio cibernetico è un dominio recente e in continua trasformazione, e fatichiamo a “stare al passo” con il ritmo dell’innovazione tecnologica che sta rivoluzionando il nostro mondo. Si tratta inoltre di un ambiente che non è nato per essere sicuro, e, nella stragrande maggioranza dei casi, chi acquista sistemi di information and communication technology (ICT) lo fa prediligendo la facilità d’uso ed il costo, piuttosto che la sicurezza. Del resto, finché non arrivi un “salto tecnologico” o culturale che stentiamo ancora a vedere all’orizzonte, la sicurezza completa, su Internet come nella vita, non esiste: ogni giorno vengono introdotti nuovi device e nuovi software che per definizione apportano nuove vulnerabilità, che verranno prontamente sfruttate. È il “new normal”, e stiamo imparando a conviverci. […continua…]

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Immagine: BS+britaseifert/CC0

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