Disoccupazione al 6,9% in giugno. Creati nel mese 17.000 posti di lavoro

Il tasso di disoccupazione in Slovacchia si è attestato al 6,9% nel mese di giugno, mostrando un calo mensile di 0,45 punti percentuali e del 2,55% rispetto all’anno precedente, secondo quanto annunciato ieri dal Centro nazionale per il Lavoro, gli Affari sociali e la Famiglia (UPSVaR). Il numero di disoccupati in grado di essere assunti immediatamente è stato pari a 187.997, in diminuzione di 12.394 individui sul mese precedente e di 68.618 (il 26,7%) su base annua.

Il premier Robert Fico, presente alla conferenza stampa isieme al ministro del Lavoro Jan Richter e al direttore di UPSVaR, ha sottolineato che questi sono i dati migliori nella storia recente della Slovacchia: mai è stato raggiunto un tasso di disoccupazione così basso, ha detto, ricordando che si tratta di risultati «migliori di quanto ci aspettassimo solo alcuni mesi fa». Tutte le nostre promesse e le nostre dichiarazioni, ha gongolato il premier, «sono state soddisfatte al massimo» e abbiamo «finalmente raggiunto il magico numero sei in termini di tasso di disoccupazione».

Il miglioramento è stato registrato in tutte e otto le regioni del Paese, e solo sei distretti non hanno registrato una diminuzione del tasso di disoccupazione. Fico si è detto contento ma c’è ancora lavoro da fare, ha dichiarato: «abbiamo distretti, come quello di Rimavska Sobota, dove la disoccupazione supera ancora il 20%», una situazione per cui il governo sta preparando delle misure.

Nel frattempo, come ha elencato il ministro Richter, nel mese di giugno sono stati creati 17.000 posti di lavoro, portando a 56.000 nuovi posti di lavoro il risultato nella prima metà dell’anno. Dall’inizio del mandato di questa legislatura (marzo 2016) sono stati creati 85.000 nuovi posti di lavoro, ha evidenziato il ministro.

Del trend positivo ha beneficiato anche la disoccupazione di lunga durata: il numero dei disoccupati a lungo termine è sceso di oltre 10.000 il mese scorso, riducendo il numero di senza lavoro da oltre 12 mesi a poco più di 105.000, un numero record. Di questi, 51.000 sono senza occupazione da quattro o più anni. Il ministro Richter ha dato particolare merito di questa riduzione ai programmi governativi di formazione e riqualificazione, e ha detto che l’esecutivo non dimentica che ci sono aree nel Paese che sono svantaggiate e sulle quali è necessario insistere con le politiche socieli e del lavoro per migliorare le cose.

(Red)


Foto Joergelman/CC0

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