Detti e proverbi – Kde je pes zakopaný?

Gentili lettori, oggi tornano come protagonisti dei nostri detti e modi di dire gli animali, in un assortimento veramente variopinto: cani, lupi, orsi, pecore, buoi e vitelli, gatti, capre, e per ultimo… i pidocchi! Si capisce che questi semplici detti hanno origine umile, contadina, perché direttamente legati alla vita in contatto con gli animali, con la natura.


 

Zabudol vôl, že teľaťom bol.

Questo detto rammenta che ogni adulto, prima di diventare appunto adulto, era semplicemente un bambino. È una cosa ovvia, ma talmente scontata che forse proprio per questo motivo ogni tanto noi adulti ce la scordiamo davvero. Zabudol vôl, že teľaťom bol dice che “il bue si è scordato di essere stato un vitello”. Sarà vero che siamo stati bambini anche noi, qualche decina di anni fa? O siamo convinti di essere nati direttamente… adulti? Perché ci si scorda quella gioia di vivere, di fare, di scoprire, perché non ci soffermiamo più a guardare una pianta, un sassolino, una nuvola o la pioggia? Perché non è facile lasciarsi andare – nell’intimità della nostra casa – ad assaggiare la crema non usando il cucchiaino, ma tuffandoci il dito? Ogni tanto bisognerebbe farsi venire in mente che nikto učený z neba nespadol, “nessuno è nato professore”, letteralmente “nessuno cade dotto dal cielo” e che i nostri bambini hanno diritto di essere bambini, di comportarsi da bambini, di non sapere, di sbagliare. E come noi, impareranno col tempo. E poi, come noi, si scorderanno di essere stati bambini.

Se nikto učený z neba nespadol è un detto accettabile anche in un dialogo più formale, Zabudol vôl, že teľaťom bol è molto informale.


 

My o koze, ty o voze.

Quando in una discussione uno parla di un argomento e un’altro lo interrompe con un argomento completamente diverso, si dice my o koze, ty o voze. È uno di quei detti dove manca il verbo, in questo caso sarebbe il verbo parlare. „Noi parliamo della capra, e tu del carro.“ Questo detto, abbastanza colloquiale, viene utilizzato anche per indicare quando durante la conversazione salta fuori che ogni partecipante aveva in mente una cosa diversa e la portava avanti nella convinzione che si stesse parlando della stessa cosa. Gli italiani per descrivere tale situazione dicono „C’entra come il cavolo a merenda“: un detto che gli slovacchi potrebbero facilmente contestare. Avete mai mangiato i panini col cavolo, kapustníky? Vi assicuro che a merenda sono più che ottimi!


 

Piť na medvediu kožu.

Vi è già successo di brindare a un risultato non ancora raggiunto? Ovviamente in buona fede, ma comunque un pochino troppo anticipatamente, e… precipitosamente? Nel nostro detto si „beve alla pelle dell’orso“ nel senso di „brindare al trofeo – la pelle dell’orso“ quando ancora l’orso solca allegramente le valli, si riempie la pancia di lamponi e di miele e si croggiola al sole. Il nostro orso è ancora vivo e vegeto e noi già stiamo brindando alla sua morte? Nepi na medvediu kožu! Non brindare alla pelle dell’orso, perché potrebbe vivere ancora a lungo! Insomma, „non dire «ecco fatto», finché non l’hai nel sacco“!


 

Nebude zo psa slanina, ani z vlka baranina.

Ognuno hai il suo DNA che lo predispone a certe cose e lo rende incapace o non valido per altre. Non ci dobbiamo aspettare di ricavare „da un cane della pancetta“, zo psa slaninu, e neanche „da un lupo della carne ovina“, z vlka baraninu. È del tutto impossibile, perciò tanto vale mettersi l’animo in pace! Un detto italiano simile dice che „Da aquila non nasce colomba“. Aggiungo che neanche da colomba nasce aquila, ma servono entrambi benissimo proprio là dove la natura li ha collocati, con i loro singolari pregi e difetti. Neanche „da una rapa si può cavare il sangue“!


 

Vlk sýty a ovca celá.

Ecco un altro detto coi lupi. Sicuramente il lupo era il nemico numero uno per i pastori, che hanno ben capito che „non può essere che il lupo sia sazio e al tempo stesso la pecora integra“, nemôže byť vlk sýty a ovca celá. Gli italiani, gente evidentemente più dedicata alla coltivazione dei vigneti che non alla pastorizia, trovano che “non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena“. Sempre che la moglie non sia ubriaca… di amore!


 

Kde je pes zakopaný?

Questo è uno stupendo modo di dire, uno dei miei preferiti: „Dove’è sotterrato il cane?“ Potrebbe essere benissimo il titolo di un giallo, invece per gli slovacchi Kde je pes zakopaný? vuol dire semplicemente: „Allora, qual è il problema, dov’è il problema?“. Chissà perché il luogo di sepoltura di un cane è diventato sinonimo di un problema da risolvere, da scoprire, da capire… insomma, dov’è sepolto quel cane?


 

Kupovať mačku vo vreci.

Comprare un oggetto senza prima visionarlo, concludere un affare senza aver letto o ben letto il contratto, significa „comprare il gatto in un sacco“. Quando poi a casa il sacco lo apriamo, potremmo scoprire che: 1. il gatto ci graffia 2. il gatto è brutto 3. il gatto è malato o morto 4. non è un gatto quel che sta nel sacco. Nikdy nekupuj mačku vo vreci, non comprare mai „a scatola chiusa“!


 

Čušať ako voš pod chrastou.

Vi ho promesso anche un detto con i pidocchi (eh, non ridete, non intendevo un detto che AVESSE i pidocchi!); esiste davvero, eccolo qua: ce l’avete presente un bambino che ne ha buscate perché ha combinato qualcosa e ora se ne sta zitto? Un cane o un gatto che ha strappato la vostra coperta preferita e voi lo avete sgridato? Il colpevole è ammutolito, non apre bocca, non fiata: čuší ako voš pod chrastou, „sta zitto come un pidocchio sotto la crosta“. L’immagine è un po‘ disgustosa, ve lo concedo, personalmente (e per fortuna) non ho mai visto un pidocchio che se ne sta buono buono sotto la crosta, me lo posso solo immaginare, ma vogliamo credere ai nostri avi: deve starsene sicuramente in un silenzio assoluto, e…molto colpevole!

Altri detti con lo stesso significato sono čušať ako pena (starsene in silenzio come la schiuma), ako ryba (come il pesce), ako zarezaný (come lo sgozzato). Stranamente, anche “lo sgozzato” che non doveva essere una visione quotidiana per gli slovacchi, ha trovato il suo posto nei detti. In questo detto è collocato proprio a pennello: visto che è sgozzato, se ne starà sicuramente in silenzio, ci mancherebbe altro!

Mi permetto una piccola precisazione linguistica: il verbo čušať non è molto utilizzato nella lingua moderna, e oltre a significare “stare in silenzio” può essere utilizzato anche nel senso “stare immobili, nascosti, senza movimento, quieti” oppure “crescere in silenzio, in segreto”.


Foto alsen/CC0, zstupar/CC0, avtar/CC0,
zalazaksunca/CC0, rauter25 CC-BY,
PDP/CC0, pixnio.com/CC0

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