Mongol Rally: al via con destinazione Ulan-Ude anche il team ScaccoMatto con la Panda 1991

18 Luglio – Partenza

Da Bratislava a Praga in “sole” sette ore. Il Mongol Rally del team ScaccoMatto inizia a rilento e con qualche incertezza del motore della nostra mitica Panda. Dopo appena 113 km infatti abbiamo notato un calo di potenza e ci siamo dovuti fermare per una sosta ristorativa, permettendo così al motore di riposare un poco. Nessuno di noi due ha conoscenze meccaniche sufficienti per poter identificare il problema che ha fatto “soffocare” il motore durante questo primo giorno di viaggio, ma abbiamo notato che facendo riposare un poco la vecchia Panda (ricordiamo che stiamo percorrendo 24.000 km a bordo di un’auto del 1991) il problema sembrava scomparire. Due ore più tardi però ci siamo trovati di nuovo nella stessa situazione: piccola sosta a bordo strada e via di nuovo come il vento. Ok, diciamo come la brezza primaverile. In ogni caso, non siamo molto entusiasti di avere problemi già dal primo giorno e stiamo considerando la possibilità di fare una sosta di controllo qualora il problema dovesse iniziare a presentarsi con una certa frequenza.

Appena giunti nella capitale ceca ci siamo subito diretti al punto di incontro precedentemente fissato dagli Adventurists, organizzatori del Mongol Rally, e abbiamo finalmente preso parte alla festa insieme agli altri Team. È stato incredibile vedere tanta pazzia concentrata in un’unica piazza e conoscere altre persone che, come noi, stanno prendendo parte a questo grandissimo evento di beneficenza. ScaccoMatto guida fino in Mongolia (e ritorno) per sensibilizzare persone in ogni parte del mondo sulle tematiche sociali e ambientali. E come noi, tanti altri Team hanno scelto cause altrettanto nobili, proprio come descritto dalle regole ufficiali del Mongol Rally. C’è chi raccoglie fondi a favore dei centri per disabili, chi ha deciso di supportare la causa degli orfanotrofi, chi aiuta veterani della guerra a reinserirsi in società, chi combatte per la salvaguardia degli oceani e molto altro ancora.

Il Mongol Rally è indubbiamente una corsa pazza su auto vecchie e scassate, e molti di noi (tocchiamo ferro) non raggiungeranno mai il traguardo. Parenti e amici ci considerano pazzi e sono già pronti a scommettere che non ce la faremo. Noi però ricordiamo l’impegno preso per aiutare i senzatetto in Slovacchia e per mandare qualche mucca in Africa e, al contrario di molti che non credono nell’impossibile, abbiamo deciso di fare l’unica cosa che è in nostro potere: provarci.


 

Il Mongol Rally, descritto dagli organizzatori come “la più grande avventura del mondo”, è una gara non competitiva, dallo spirito fortemente goliardico ed a scopo di beneficenza nata nel 2004. Il principale punto di partenza è il circuito di Goodwood, Regno Unito, con ulteriori punti di partenza distribuiti in altre nazioni europee. Il traguardo è ad Ulan-Ude, in Mongolia. Possono partecipare veicoli con cilindrata inferiore a 1.200 cc, e 125 cc per i motocicli. Tutti veicoli partecipanti alla gara vengono infine messi all’asta una volta arrivati in Mongolia, ed il ricavato destinato ad opere di beneficenza.


 

L’avventura del team ScaccoMatto, ovvero di Daniele e Gaetano, italiani che vivono e lavorano a Bratislava, si può seguire giorno per giorno sui social: Facebook, Instagram, YouTube. Mentre scriviamo, dopo la partenza da Praga, hanno ripreso la strada verso sud insieme agli altri partecipanti, riattraversato la Slovacchia e sono ora in Ungheria, con destinazione finale Ulan-Ude.

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