25 anni fa la Dichiarazione di Indipendenza della Slovacchia

Lunedì la Slovacchia ha festeggiato il 25° anniversario della Dichiarazione d’indipendenza, una risoluzione adottata dall’assemblea del Cosniglio Nazionale Slovacco (SNR) il 17 luglio 1992 per rivendicare la propria sovranità, un atto che suonò come una campana a morto per la Cecoslovacchia e i suoi ottant’anni di storia. A quel tempo il Consiglio Nazionale Slovacco era uno dei due parlamenti nazionali della Repubblica Federale Ceca e Slovacca (Česká a Slovenská Federatívna Republika – ČSFR). La nascita della Repubblica Slovacca come Stato indipendente risale a pochi mesi dopo, il 1° gennaio 1993. Poco più di un anno dopo la sua approvazione, il giorno della Dichiarazione d’indipendenza è diventata in Slovacchia una giornata celebrativa, seppure non festiva.

Questo il testo della dichiarazione:

Noi, il Consiglio nazionale slovacco democraticamente eletto,

dichiariamo solennemente

che la lotta millenaria del popolo slovacco per l’indipendenza

si è compiuta.

In questo momento storico, dichiariamo il diritto naturale del popolo slovacco all’autodeterminazione, così come è sancito da tutti gli accordi internazionali e dai trattati sul diritto dei popoli all’autodeterminazione.

Riconoscendo il diritto dei popoli all’autodeterminazione, dichiariamo, che anche noi vogliamo creare il modo e la forma di una vita nazionale e statale, nel rispetto dei diritti di tutti, di ciascun cittadino, delle nazioni, della minoranze nazionali e dei gruppi etnici, del patrimonio democratico e umanistico dell’Europa e del mondo.

Con questa dichiarazione, il Consiglio nazionale slovacco dichiara la sovranità della Repubblica Slovacca come base per uno stato sovrano del popolo slovacco.

Bratislava, 17 luglio 1992

Una cerimonia presso il Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca (NRSR), il parlamento nazionale a camera unica, ha rimarcato ieri la memoria di quella giornata di venticinque anni fa davanti al documento originale. Il presidente del Parlamento Andrej Danko ha evidenziato l’attualità di tale dichiarazione di sovranità. «La Slovacchia è la nostra casa, che i nostri antenati ci hanno consegnato fiduciosi. La Dichiarazione di indipendenza è un riferimento per tutti noi nell’unire le forze per il bene del nostro Paese», ha detto, sottolineando il dovere di essere orgogliosi: «la Repubblica Slovacca è uno Stato giovane. È stata fondata come unità nazionale degli slovacchi, che sono parte delle antiche nazioni europee. […] La nazione slovacca è su questo territorio da secoli e ha contribuito ai molti tesori spirituali della civiltà europea. Non si può continuare all’infinito a distorcere la storia dando l’impressione che siamo solo persone semplici dei monti Tatra».

Presente anche il primo ministro Robert Fico, che era uno dei 113 deputati che nel 1992 votarono la Dichiarazione di indipendenza. Nel suo intervento, il premier ha detto che in quella occasione c’era unità, in tutti i sensi, quell’unità che dovrebbe sempre essere messa davanti a tutto nelle questioni fondamentali che riguardano lo Stato. Fico ha definito l’interesse nazionale dello Stato per il futuro e ha offerto cooperazione ai partiti politici che basano la loro opera sui valori di democrazia e libertà con il rifiuto di qualsiasi tentativo di ritorno alle idee dello Stato fascista slovacco della seconda guerra mondiale e il riconoscimento della nuova posizione della Slovacchia nell’Unione Europea. La Slovacchia non può permettersi, ha detto, «di essere solo un testimone silenzioso e reagire in seguito a ciò che avviene. Abbiamo bisogno di essere partecipanti diretti nelle discussioni, e dare forma al comune futuro europeo», ha affermato.

In una celebrazione nella serata di domenica presso il villaggio di Stará Bystrica, nella regione di Žilina, il premier aveva detto: «Rendiamoci conto che nel 1992 noi come nazione abbiamo espresso il nostro interesse a vivere in un Paese indipendente. Questo atto ha portato all’adozione della Costituzione slovacca nel settembre 1992 e successivamente alla fondazione di uno Stato indipendente il 1° gennaio 1993». Nell’occasione è stato acceso un grande falò celebrativo, per festeggiare la Dichiarazione di sovranità. Il falò è parte della nostra storia, ha detto Fico, «legata alla Rivolta nazionale slovacca, anche a Jánošík e ad altri eventi e personalità. Ritorniamo alle belle abitudini e tradizioni che abbiamo», tradizioni di cui io «sono orgoglioso».

Nel giugno 1992, dopo le elezioni parlamentari in Cecoslovacchia, il partito slovacco maggioritario, il Movimento per la Slovacchia democratica (HZDS), e il più forte partito ceco, il Partito Civico-Democratico (OSD), hanno iniziato dei negoziati sulla futura organizzazione della Federazione Cecoslovacca. Non avendo le discussioni portato cambiamenti significativi nello status quo, gli slovacchi decisero di forzare le cose con la Dichiarazione di indipendenza. L’allora leader dell’HZDS Vladimír Mečiar limitò la validità della Costituzione federale in Slovacchia fino all’entrata in vigore della Costituzione slovacca il 1° ottobre 1992. In quei giorni, scrive Tasr, Mečiar annunciò ai che l’obiettivo degli slovacchi non era e non sarebbe mai stato la fine della coesistenza ceco-slovacca. I membri dell’Assemblea federale il 25 novembre 1992 approvarono il progetto di atto costituzionale del governo sullo scioglimento della Cecoslovacchia il 31 dicembre 1992. Dall’1 gennaio 1993 la Repubblica Slovacca è stata riconosciuta come stato indipendente da decine di nazioni, e il 19 gennaio diveniva il 180° membro delle Nazioni Unite.

 

(La Redazione)


Foto nrsr.sk,
Frantisek Irman cc-by-nc-nd,
vlada.gov.sk

Rispondi

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

news giorno x giorno

settembre: 2017
L M M G V S D
« Ago    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

ARCHIVIO

pubblicità google