Mappa dell’ateismo nel mondo

[Alessandro Faggiano, Termometro Politico] – Il contrasto tra le grandi religioni è, da sempre, un elemento centrale della politica e delle dinamiche sociali. Con l’avvento dell’illuminismo, un numero sempre crescente di individui si è proteso verso l’agnosticismo e l’ateismo. La differenza sostanziale, tra le due religiosità, è conosciuta. La prima, afferma l’impossibilità di determinare l’esistenza di una essenza superiore. L’altra, l’ateismo, la rinnega categoricamente. Questa mappa – elaborata da Max Fischer per il Washington Post – mostra la percentuale di atei nel mondo, Paese per Paese. Nonostante sia di qualche anno fa, la mappa continua ad avere un valore estremamente attuale.

Religione nel mondo: l’ateismo dei colossi asiatici

Il primo elemento che risalta nella mappa del WP è il marrone scuro della Cina. Nella scala di colori utilizzata, rappresenta il range con le percentuali più alte. La Cina ha praticamente rinnegato l’esistenza di Dio. Sono molteplici le ragioni per cui oltre metà della popolazione cinese si considera atea convinta. In primo luogo, il comunismo demonizza la religione, considerato uno strumento di legittimazione del potere e della morale borghese. Nonostante le molte differenze tra maoismo e marxismo-leninismo (a partire dalle differenze sull’agente storico rivoluzionario), il ruolo attribuito alla religione all’interno della struttura è pressoché lo stesso. Il partito comunista cinese ha fomentato – attraverso pratiche politiche, sociali e culturali – l’allontanamento di Dio dal gran colosso asiatico. […continua…]

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