Meseznikov: primi 100 giorni del Governo slovacco come nel 1998

L’agenda del Governo di Iveta Radicova nei suoi primi 100 giorni in carica ricorda i primi mesi dopo le elezioni del 1998, quando il primo Governo di Mikulas Dzurinda parlò di «correggere gli errori» del suo predecessore, ha detto ieri l’analista politico Grigorij Meseznikov. «Certo, il numero di questioni che dovevano essere sistemate nel 1998 era molto maggiore, perché allora le cose andavano veramente male. Le condizioni erano differenti… ora siamo parte dell’Unione Europe», ha detto Meseznikov. Nonostante questo, l’analisi degli obiettivi del nuovo Governo non deve essere limitata solo alla questione del consolidamento delle finanze pubbliche. «Non si tratta solo di questo. Il precedente Governo non governava esattamente in conformità con il principio della democrazia liberale. Ciò che l’attuale Gabinetto sta facendo ora non è solo rettificare l’approccio antieconomico del suo predecessore, ma piuttosto una riforma vera di tutto il processo», ha detto.

Meseznikov ha definito l’era del Governo Fico come un «periodo di corruzione, col sistema giudiziario in uno stato misero, dove la non-trasparenza e un basso livello di efficienza regnavano nell’apparato statale».

L’analista politico Juraj Marusiak concorda con l’affermazione secondo cui i primi tre mesi del nuovo Governo possono essere paragonato al 1998 solo in una certa misura. «Il Governo ha annunciato cambiamenti imminenti e misure anti-crisi, ma ad oggi non sono ancora molto chiari. Poi c’è il tentativo di screditare il Gabinetto precedente. E questo è identico al 1998», ha detto Marusiak, notando che il Governo della Radicova ha dichiarato l’ambizione di governare in modo più trasparente rispetto al suo predecessore. «Iveta Radicova ha formato il Governo con questi ideali, ma finora non è stata molto convincente in questo senso», ha detto, riferendosi agli scandali che hanno coivolto i partiti Libertà e Solidarietà (SaS) e Most-Hid. D’altra parte, l’idea di un «clima di democrazia minacciata» è simile al 1998, ed è strettamente legata alle elezioni locali che si terranno nel mese di Novembre.

Meseznikov vede un cambiamento regolare nei cicli di sviluppo in Slovacchia dal 1990. Secondo lui, i partiti politici che hanno detenuto il potere hanno promosso modifiche in conformità con i meccanismi funzionali al mercato, l’istituzionalizzazione dei meccanismi democratici e, più tardi, l’integrazione nell’UE e nella NATO.

Marusiak pensa che questa visione è troppo schematica. «È vero che Smer-SD mostra tendenze stataliste più forti, ma non arriverei a definirlo un avversario della democrazia», anche se Smer ha ottenuto parte dei voti da elettori con orientamento nazionalista e da nostalgici del regime comunista, ha ammesso.«Ma chiamarli avversari della democrazia richiederebbe una migliore argomentazione», ha aggiunto.

(Fonte TASR)

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