A Karlovy Vary due premi prestigiosi per la cinematografia slovacca

La Slovacchia ha ricevuto due riconoscimenti Crystal Globe alla 52ma edizione del festival cinematografico internazionale di Karlovy Vary che si è concluso sabato nella cittadina termale ceca. Il premio principale per il miglior film è andato a Križiačik (Little Crusader), un road-movie medievale ispirato da un poema di Jaroslav Vrchlický, coproduzione ceco-italo-slovacca. La pellicola, girata in Italia – per la precisione in Puglia – con protagonista Karel Roden, è diretta da Václav Kadrnka, 43enne regista di Zlín che ha studiato alla famosa facoltà di cinema praghese FAMU dopo una formazione teatrale in Gran Bretagna. Questo è il suo secondo lungometraggio, dopo avere esordito nel 2011 con “Eighty Letters” che aveva ricevuto molti elogi dalla critica.

Anche il film Čiara (The Line, foto sopra e sotto), produzione slovacco-ucraina-ceca del regista Peter Bebjak, ha portato a casa un premio prestigioso, quello per la migliore regia. Il film è ispirato al traffico di sigarette, oltre che di uomini e altro, al confine tra i due paesi poco prima che la Slovacchia entri nell’area Schengen, mentre diventano più intensi i controlli alla frontiera orientale e il mondo criminale non ha certezze riguardo al futuro del business. Scritto da Peter Balko (autore di Kandidat), il film ha nel cast nomi come Tomáš Maštalír, Emília Vášáryová, Andy Hryc e Stanislav Boklan.

Il film è stato bene accolto dalla critica internazionale (vedi qui l’Hollywood Reporter e qui Variety) che ne ha apprezzato il ritmo, l’ironia, e la potenzialità di avere successo a livello internazionale.


Peter Bebjak con il Crystal Globe per la Migliore regia

Bebjak, slovacco di Partizanske che ha lavorato sia sul grande che sul piccolo schermo tra Slovacchia e Repubblica Ceca, ha detto in questa intervista per Cineuropa di essere stato influenzato da vecchi film di Emir Kusturica, Juraj Jakubisko e Dusan Hanak e di avere utilizzato per The Line una commistione di generi, tra film di genere e film d’essai, ua sovrapposizione che, dice, «fa sì che gli elementi di genere portino una certa attrattiva per gli spettatori, mentre quelli del film d’autore influenzano la struttura, il succedersi delle situazioni, la messa in scena in generale».

Sempre parlando di cinema slovacco, tra gli eventi principali dell’edizione 2017 del Karlovy Vary Film Festival c’è stata la premiere mondiale della versione digitalmente restaurata del film cecoslovacco Obchod na korze, “Il negozio al corso”, diretto nel 1965 da Ján Kadár e Elmar Klos, il primo slovacco e il secondo ceco, che hanno vinto l’anno successivo l’Oscar per il miglior film straniero. Scritto dallo sceneggiatore slovacco Ladislav Grosman, il film fu prodotto e finanziato dalle autorità comuniste, e le scene furono girate, con un cast tutto slovacco, nella città di Sabinov, nel nord-est della Slovacchia. L’attrice protagonista, Ida Kaminska, ricevette la nomination all’Oscar nel 1967, insieme a una nomination per la stessa categoria ai Golden Globe. Presentato al suo debutto al 18° Festival del Cinema di Cannes, i due registi hanno ricevuto nel 1965 una nomination alla Palma d’oro e una Menzione speciale della giuria. Tema della pellicola è un ritratto della progressiva arianizzazione nella prima repubblica slovacca, durante gli anni della seconda guerra mondiale. Il negozio del titolo è quello posseduto da una anziana ebrea che viene espropriato e consegnato a un nuovo proprietario slovacco.

(La Redazione)

1 comment to A Karlovy Vary due premi prestigiosi per la cinematografia slovacca

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google