Unesco, faggete e fortezze veneziane portano a 53 la lista di siti patrimonio mondiale dell’Italia

Salgono a 53 i siti italiani patrimonio mondiale dell’Umanità. Oltre mille ettari di antiche faggete e le Opere di difesa veneziane. Si conferma il primo posto dell’Italia nella lista Unesco.

Un altro riconoscimento per la cultura e la bellezza italiana. Le antiche faggete sparse sul territorio italiano e le Opere di difesa veneziane entrano nella lista Unesco del patrimonio dell’Umanità, portando così a 53 i siti italiani iscritti nel prestigioso albo dei siti Unesco considerati patrimoniale mondiale dell’umanità. Ad annunciarlo un raggiante ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, il quale ha dichiarato che la decisione è stata presa dalla 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale in corso a Cracovia, in Polonia. Lo stesso Franceschini ha poi aggiunto: «Un importante risultato che conferma il forte e pluriennale impegno dell’Italia nell’attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco. Un’opera preziosa che consente al nostro Paese di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale».

Antiche faggete italiane siti Unesco

Sul territorio italiano spiccano le faggete abruzzesi, con una superficie di quasi mille ettari. Si trovano nei Comuni di Villavallelonga, Lecce nei Marsi, Pescasseroli e Opi. Ci sono poi quelle del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, della Foresta Umbra (in Puglia, parco nazionale del Gargano), di Cozzo Ferriero (in Calabria, parco del Pollino), del Monte Cimino e di Monte Raschio, nel Lazio. Il riconoscimento è stato attribuito ad un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, che dal 2007 comprende anche alcuni siti in Slovacchia.

Anche le ‘Opere di difesa veneziana’ patrimonio mondiale

La splendida fortezza di Palmanova, la città stellata voluta dalla Serenissima per difendere la cristianità dall’impatto degli Ottomani nel 1593; i bastioni di Peschiera del Garda che sembrano nascere dalle acque del lago; le alte mura di Bergamo con i passaggi sotterranei e le 200 bocche da fuoco e le cannoniere, costruite tra il 1561 e il 1588, imponente costruzione lunga 6 chilometri e 200 metri, ben conservata non avendo subito nessun evento bellico. “Le opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra – Stato da mar occidentale”, raccolte in un sito seriale transnazionale presentato nel 2016 dall’Italia insieme con Croazia e Montenegro all’Unesco a Parigi, sono un insieme  dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.


Le mura di Bergamo

Per il Mibact, che ha seguito il dossier di 500 pagine composto in anni di lavoro, trovando sponde e sinergie, l’idea vincente è che queste opere costituiscono una testimonianza unica dell’architettura militare che si è andata evolvendo dal XVI e il XVII secolo, un periodo basilare nella lunga storia della Repubblica di Venezia: «fortezze e muraglioni insieme testimoniano la presenza di una rete difensiva unica tra Stato di Terra e Stato da Mar occidentale incentrato sul mare Adriatico storicamente conosciuto come Golfo di Venezia. Presidi (ognuno a suo modo inserito in paesaggi di straordinaria suggestione) che raccontano un progetto difensivo unitario capace di fregiarsi di connotazioni civili, militari e urbane spinte fino a Oriente».


Peschiera del Garda

Alfano: “Italia superpotenza cultura e bellezza”

Anche il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, commenta l’inserimento delle antiche faggete e delle opere di difesa veneziane nella lista Unesco del patrimonio dell’umanità: «L’Italia si conferma il Paese con il maggior numero di siti Unesco al mondo, ben 53: un’autentica superpotenza di cultura e bellezza».

(Fonte fanpage.it, Michela Tamburrino lastampa.it, cc-by-nc-nd)


Foto Wikimedia, Ago76 cc-by-sa
flo222 CC0, Marcoblueyes cc-by-sa

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