Detti e proverbi – Sľuby sa sľubujú, blázni sa radujú

Cari lettori di Buongiorno Slovacchia,

Oggi, per festeggiare insieme agli scolari in modo spensierato l‘arrivo delle vacanze estive, vorrei presentarvi alcuni detti e modi di dire catturati dal mondo dei bambini. [In realtà l’articolo doveva uscire venerdì scorso 1 luglio, ma per ragioni tecniche esce soltanto una settimana dopo].

Sľuby sa sľubujú, blázni sa radujú          

Questo detto descrive in modo molto simpatico il fatto che chi crede alle promesse deve essere fuori di testa: “Le promesse si fanno e i matti gioiranno”, per fare la rima. Si sa tutti che le promesse vengono fatte per poi non essere mantenute, perciò non confondiamoci credendo l’opposto! Attenzione che gli italiani sono generalmente noti in Slovacchia come “gente che promette volentieri, senza poi ricordarsi le promesse”. Essendo gli slovacchi spesso permalosi, e anche di memoria lunga, prima di inondare i nuovi amici con promesse tipo “ti porterò in Italia”, “ti presenterò io a…” e simili, provate – prima di pronunciarle –  a contare fino a tre e se la vostra promessa viene dal cuore ma è improbabile che poi venga mantenuta, piuttosto… non pronunciatela. Oppure, se mi posso permettere di dare un suggerimento, potete usare una formula che non sia una vera promessa, come “se potrò, ti porterò…”, “se mi riuscirà farò…”, il risultato sarà nullo lo stesso, ma non passate da parolaio davanti allo slovacco e costui apprezzerà comunque la vostra volontà e propositività.

Trafená hus zagágala

Questo strano detto parla di un’oca colpita (con un’arma e con un proiettile) che fa il verso: „L’oca colpita ha starnazzato“. Sembra che non sia neanche un detto, è ovvio che se un animale viene colpito, ferito, fa un verso, si lamenta. Il significato viene utilizzato nelle situazioni in cui nessuno si dichiara colpevole, ma non appena qualcuno tra i sospettati si difende, si ritiene sia proprio lui il colpevole, come se fosse „stato colpito“. Io da bambina avevo il vizio (se vizio si può chiamare) di prendere sempre le difese dei deboli, e spesso ero apostrofata con „l’oca che starnazza“ senza essere colpevole ma ritenendo che si stia facendo un ingiustizia. Significato equivalente ha il proverbio italiano “Gallina che canta ha fatto l’uovo”.

Na svätého Dindy, čo nebude nikdy

“A San Dindy, che non sarà mai.” Neanche in Italia, dove c’è un santo per ogni giorno (a volte anche più di uno), si conosce il “San Dindy”. Non si conosce, perché non esiste, è stato inventato di sana pianta dai bambini che con questo detto dicono semplicemente “MAI e poi MAI!”.

Voňať fialky od koreňa/zospodu

Nella mia infanzia non c’erano mostri e trasformers e ninja ed eroi immortali. I nostri eroi erano tutti mortali, e quando si giocava agli indiani e ai bianchi e qualcuno veniva colpito “a morte”, si diceva non che fosse mŕtvy, “morto”, bensì che vonia fialky od koreňa, „annusa le mammole dalla parte delle radici“, oppure vonia fialky zospodu, „annusa le mammole da sotto“. Fantasioso, vero?

 

Kto mlčí, ten svedčí

La versione slovacca di questo detto corrisponde proprio a quello italiano: “Chi tace, acconsente.” Gli slovacchi e gli italiani la pensano uguale.

Kto neskoro chodí, sám sebe škodí

„Chi tardi arriva, reca danno a se stesso“, in italiano è diventato “chi tardi arriva, male alloggia”. Ovviamente, per i bambini “il ritardo” era sempre e poi sempre relativo al cibo: merende da dividere tra i fratelli o amici, la frutta, il gelato. Anche se le mamme cercavano di fare la giustizia, è proprio vero, che “chi c’è, c’è, chi non c’è, non c’è”!

Robiť z komára slona

Quando un problema è piccolo piccolo, ma proprio piccolo, chi si mette a gonfiarlo per farlo sembrare grande, enorme, pesante e soffocante, robí z komára slona, „fa sì che una zanzara diventi (sembri) un elefante”.

Samochvála smrdí

I bambini sopportano ancora meno degli adulti gli altri bambini che si lodano. Si sa, chi si lodola si sbrodola, e in slovacco addirittura si va ben oltre, perché “l’autolode…puzza”!

Žalobaba

Žalobaba è una parola composta dal verbo (za)žalovať, denunciare, lamentarsi, e baba, che è un sinonimo del genere femminile e secondo l’occorrenza può significare un donna anziana, brutta e cattiva, oppure una ragazza giovane. Pôrodná baba per esempio è colei che in passato assisteva le donne nel parto, la levatrice. Insomma, la nostra žalobaba è un essere spregievole, perchè è colui o colei che riporta ai grandi, che non sa tenere un segreto, che fa la spia! La parola spia esiste anche in slovacco, špión, che nel mondo degli adulti si declina come donášač, spia, appunto, mentre tra i bambini viene usata la parola žalobaba.

Per ultimo, come ci dicevano gli adulti quando combinavamo qualche marachella?

Však ťa ja naučím po kostole hvízdať!

“Ti insegnerò io a fischiare in chiesa!” Ovviamente era una cosa inaccettabile, fischiare in chiesa, perciò se si sentiva questa frase, scappi chi può, altrimenti sono guai in arrivo!

Nonostante si vivesse sotto il regime totalitario, il rispetto verso la chiesa e le funzioni era talmente radicato che non veniva messo in dubbio neanche da chi non era credente. Rispetto che oggi purtroppo si sta perdendo, sarà forse perché il genere umano sta perdendo il rispetto anche verso se stesso?

(Michaela Šebőková Vannini  ―  vedi il suo blog)


Foto Nicman CC0, anro002 cc-by-sa,
wikimediapaullew cc-by-nc

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