Polemiche e raccomandazioni dopo l’abbattimento dell’orsa Ingrid

Il caso di un’orsa abbattuta nella regione di Zilina il mese scorso ha provocato diversi strascichi tra gli esperti e reazioni tra la gente. L’uccisione dell’orsa Ingrid avvenuta a Liptovská Kokava, località montana nel comprensorio di Liptovsky Mikulas, nei Bassi Tatra, che è stata ordinata dalla polizia dopo che l’animale minacciava gli abitanti, si sarebbe forse potuta evitare se si fossero rispettate alcune precauzioni nella gestione del caso.

Ingrid e i suoi due cuccioli si avvicinavano regolarmente ai villaggi della zona per razzolare tra i rifiuti cercando qualcosa da mangiare. Un gruppo di lavoro istituito dal ministro dell’ambiente Laszlo Solymos (Most-Hid) ha identificato almeno tre errori principali da parte di chi si è occupato della questione, che hanno poi portato alla morte dell’animale.

Il primo errore è stato, dice la relazione, la liberazione dell’orsa nei boschi dopo che averla inizialmente catturata e privata dei suoi cuccioli. Gli esperti notano che era estremamente probabile – se non certo – che Ingrid sarebbe tornata al villaggio per cercare la sua prole.

Il secondo errore è stata l’assenza di un veterinario quando è stata decisa l’azione. Infine, c’è stata una critica mancanza di comunicazione tra i responsabili e la popolazione.

Il gruppo di lavoro ha comunque riconosciuto che l’orso rappresentava una minaccia per la gente, quindi era impossibile lasciarlo continuare a vagare vicino a Liptovsky Mikulas, e ha emesso diverse raccomandazioni per evitare che fatti simili vengano a ripetersi, toccando in particolare la gestione insufficiente dei rifiuti nelle aree interessate e la necessità di migliorare la conoscenza da parte di sindaci e abitanti di come limitare i rischi negli incontri con gli orsi.

(Red)


Foto Alexas_Fotos CC0

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