Che cosa vuole davvero il Gruppo di Visegrad?

I quattro paesi del gruppo di Visegrad (V4) hanno mancato finora di coordinamento su questioni chiave, e il loro approccio all’ulteriore sviluppo dell’UE sarà un test chiave per dimostrare se Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria hanno qualcosa in comune, si legge in un articolo dell’edizione ceca di Hospodarske Noviny di venerdì a firma Adam Cerny, dal titolo “Visegráde, co vlastně chceš?”. Il tema assume risvolti importanti nel momento in cui le quattro capitali devono decidere come affontare il loro sviluppo all’interno dell’Unione dopo la Brexit, con una progressiva integrazione della Zona euro che avrà più peso politico all’interno dei 27, scrive Cerny. La cooperazione tra i membri V4 è infatti stata soprattutto simbolica fin dalla costituzione del gruppo nei primi anni ’90, quando i principali fini erano entrare nella Nato e nell’UE. La vicinanza geografica non basta a garantire automaticamente una unità di intenti e obiettivi.

La questione delle migrazioni è stato uno dei temi sui quali i quattro sono stati ondivaghi, dice l’articolo: le quote obbligatorie imposte dall’Ue per il reinsediamento (da Italia e Grecia) dei richiedenti asilo sono state criticate da tutti i membri V4, ma la Polonia non aveva votato contro in sede europea, e hanno fatto ricorso contro la misura solo Slovacchia e Ungheria. Ora l’Unione rimprovera tre dei membri di Visegrad, Polonia, Cechia e Ungheria, per il loro rifiuto dei rifugiati, ma non la Slovacchia. Questo ha trasmesso all’esterno nel corso del tempo una visione di non compattezza sulle diverse posizioni, convalidata da ruggini ancora esistenti dal tempo della seconda guerra mondiale e da governi in carica piuttosto differenti.

Dopo il trionfo di Macron in Francia e la probabile conferma di Merkel alla guida della Germania in settembre, è presumibile che l’asse Berlino-Parigi prenda le redini dell’Europa per spingere a una nuova integrazione. La Slovacchia, che ha l’euro, sarà chiamata a una maggiore integrazione con il resto dell’Eurozona, nucleo forte che si appresta a divenire motore politico per il futuro europeo, mentre sta a Varsavia, Praga e Budapest, decidere come disegnare il proprio avvenire. Per ora, chiude l’articolo, si intendono soltanto sull’idea che possono essere più forti all’interno dell’UE solo se gli stati nazionali avranno maggiore autonomia.

(Fonte ihned.cz)


Foto premerrp CC0

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google