Roaming addio. Cosa cambia all’interno dell’UE dal 15 giugno 2017

Questione di ore, quelle che ci separano da giovedì 15 giugno: data fissata da tempo per la «fine del roaming» nell’Unione europea. Quest’estate tutti gli europei potranno viaggiare all’estero senza pagare tariffe maggiorate per l’uso del telefono per conversazioni, messaggi e navigazione internet (già da qualche tempo fanno lo stesso anche per i servizi di intrattenimento). Le tariffe uguali a quelle di casa (“roam like at home” è lo slogan Ue) saranno circa i due terzi dei 754 milioni di abbonati europei. Quasi tutti i principali operatori telefonici hanno iniziato ad applicare il nuovo regime, e chi non provvederà entro il 15 giugno sarà soggetto ai controlli delle autorità nazionali che dovranno sanzionare gli inadempienti.

Per gli operatori ci sarà una riduzione degli introiti calcolata complessivamente in oltre un miliardo; ma, come spiegano fonti della Commissione europea, solo 36 piccoli operatori, tra i 5-6.000 che offrono i loro servizi in tutta Europa hanno chiesto la deroga temporanea prevista dalle regole (e già concessa a 25 società). Si tratta dei piccoli operatori virtuali del nord Europa (Danimarca, Lettonia e Norvegia), in cui già da prima le tariffe erano molto contenute: i cosiddetti «casi specifici ed eccezionali» sui cui conti le nuove regole determinano perdite significative, ovvero «superiori al 3% del margine realizzato sui servizi mobili», secondo la Commissione.

La fine del roaming si applica in tutti i paesi Ue e ai tre dello Spazio economico europeo (Norvegia, Liechtenstein e Islanda) ma non per gli altri, come la Svizzera, Andorra o il principato di Monaco. Il processo che ha portato alla fine del roaming è cominciato una decina di anni fa: i prezzi, in questo periodo, si sono già ridotti in media del 90%. «Esperti della Commissione, regolatori nazionali e associazioni di consumatori stanno controllando che le nuove regole siano rispettate – scrive il vicepresidente della Commissione Andrus Ansip, responsabile dell’agenda digitale -. C’è qualche caso di operatori che hanno annunciato aumenti tariffari che potrebbero non essere compatibili con le regole, o che usano la fine del roaming per alzare i prezzi. Ma le regole dovranno essere applicate rigidamente, chi non le rispetta sarà penalizzato». Nessuna società in Europa, sottolinea Ansip, «ha motivo di usare la fine del roaming come scusa per aumentare i prezzi».

(Fonte lastampa.it cc-by-nc-nd)

NOTA: come spiega la Commissione europea, quando si viaggia occasionalmente nell’UE si pagherà lo stesso prezzo che verrebbe applicato nel proprio paese. In pratica, l’operatore addebita o detrae il consumo in roaming dai volumi del piano tariffario / pacchetto nazionale del cliente sia per telefonate che SMS. Per i dati rimane invece un limite secondo parametri prefissati. Meglio informarsi dal proprio operatore per avere delle certezze.
Per viaggi occasionali si intende un uso del cellulare in un altro paese per un periodo limitato e comunque inferiore a quello nel paese di residenza. Dagli accordi tra gli operatori e la Commissione europea sono infatti previsti controlli nel caso di utilizzo di una SIM in un altro paese per quattro mesi di fila senza alcun allaccio a una cella del paese di origine dell’operatore. Non si potrà quindi usare a casa propria in modo permanente una SIM di un paese terzo che garantisca tariffe inferiori. Questa clausola è stata battezzata “politica dell’uso corretto” che si può leggere meglio qui.


Foto pixabay CC0

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