L’indagine sui finanziamenti russi di LSNS

L’Agenzia criminale nazionale Naka starebbe verificando la possibilità che il Partito Popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di estrema destra possa essere stato finanziato con denaro proveniente dalla Russia, attraverso l’affarista bielorusso Alexander Usovsky, noto per sostenere partiti di destra estrema in diversi paesi della Nuova Europa. La notizia è stata data dall’emittente pubblica RTVS e riportata dal quotidiano Sme. Usovsky ha ammesso di aver appoggiato finanziariamente il partito slovacco e il suo presidente Marian Kotleba, il governatore della regione di Banská Bystrica, nel corso di un serviso di una televisione tedesca. LSNS ha tuttavia negato non solo di essere finanziata da Usovsky, ma anche di averlo mai conosciuto.

In febbraio, secondo Sita, hacker ucraini hanno fatto trapelare email di Usovsky nelle quali emergeva il suo sostegno a manifestazioni anti-NATO da organizzarsi in Europa con i soldi dell’oligarca russo Konstantin Malofeev.

I finanziamenti dall’estero sono vietati ai partiti slovacchi, una cosa stabilita nella legge apposita. L’Ufficio del Procuratore generale ha deciso recentemente di indagare su LSNS, e ha girato il relativo fascicolo all’Unità nazionale anti-terrorismo per un ulteriore esame. Il partito di Kotleba nega alcun finanziamento da paesi stranieri, che si tratti di Russia, Bielorussia o Stati Uniti, e nemmeno da Bruxelles. Non siamo preoccupati dall’indagine del Procuratore generale perché «non abbiamo nulla da nascondere», ha detto il vice-presidente di LSNS, Milan Uhrik ai microfoni di RTVS.

Gli esperti di movimenti estremisti sono discordi sulla possibilità che l’accusa porti a qualche risultato se a comprovare i fatti ci sono solo delle email. Da un lato, gli uomini di Kotleba sono piuttosto attenti e difficilmente hanno accettato denaro dalla Russia. Dall’altro, la connessione tra Kotleba e i russi è realistica, in quanto Mosca è interessata a sostenere i partiti che vogliono destabilizzato la NATO e l’Unione europea, tanto più se, come nel caso dell’LSNS, sono già rappresentati al Parlamento nazionale.

Da tempo la strategia di Putin prevede di stringere i contatti con i partiti nazionalisti e anti-UE di tutta Europa. In un articolo di un anno fa intitolato “Putin è lo zar d’Europa”, l’Espresso scriveva come i maggiori partiti antisistema dei paesi occidentali avessero stretti legami con Mosca, che ne favoriva la veloce ascesa in un continenente sempre più attratto dal populismo.

(Red)


Foto: naseslovensko.net

Membri LSNS a un funerale

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