Fico: pugno di ferro contro la corruzione, creato nuovo dipartimento governativo ad hoc

Dal 1° giugno è operativo un nuovo dipartimento autonomo dell’Ufficio del governo per la lotta alla corruzione diretto da Peter Kovarik. Il primo ministro Robert Fico ha presentato mercoledì la nuova organizzazione, creata, ha detto, per sua volontà trasformando un precedente ufficio della struttura di governo. Ora Fico si attende che il nuovo dipartimento, che riferirà direttamente all’Ufficio del primo ministro, rafforzi in modo significativo la credibilità della guerra intentata dall’esecutivo verso le pratiche corruttive nella pubblica amministrazione.

Kovarik, impegnato sul campo come investigatore della polizia dal 2004 e a capo della struttura già dai tempi del gabinetto di centro-destra di Iveta Radicova (2010-2012), confermato poi nei successivi due mandati a guida socialdemocratica, è considerato un professionista stimato. Ora «nessuno può accusarci di promuovere un collega» che potremo controllare, ha detto Fico, che rivolgendosi a Kovarik gli ha detto, davanti ai giornalisti, che la lotta alla corruzione è una delle priorità del suo governo. «Lei riferirà direttamente a me. […] Avrà carta bianca» per «presentare qualunque piano o proposta possa aiutare nella lotta alla corruzione».

Secondo Kovarik, la lotta contro la corruzione «deve partire dall’alto». Lui si è detto pronto a comunicare, ascoltare molto e collaborare con chiunque voglia dare il suo supporto, inclusi i cittadini e le organizzazioni non governative.

Da un po’ di tempo il premier sta promettendo il pugno di ferro per combattere tangenti e bustarelle, facendo appelli ai funzionari dello Stato e della pubblica amministrazione, alle imprese e alla società civile, nonché a tutte le autorità di controllo, per denunciare e portare alla luce i casi di corruzione in Slovacchia a tutti i livelli. Ma la lotta e la prevenzione contro il fenomeno va giustamente accompagnata con una più significativa repressione di tali comportamenti, ha detto Fico il 30 maggio a un seminario sui whistlebower. Fico ha promesso guerra aperta e punizioni ai colpevoli, che si augura contribuiranno a limitare il fenomeno in futuro, e ha spiegato che per arrivare a questo, tuttavia, è necessario creare una società nella quale i testimoni non abbiano paura di denunciare i corrotti per paura di ritorsioni o della perdita del lavoro. Nella stessa occasione il capo delle forze di polizia Tibor Gaspar ha annunciato l’intenzione di assumere altro personale e modernizzare le tecnologie e attrezzature a disposizione della polizia per aumentare l’efficienza in questo settore di intervento.

(La Redazione)

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