Sgt. Pepper compie 50 anni. 10 cose da sapere sul capolavoro dei Beatles

Regno Unito, 1966. I Beatles hanno deciso di sospendere i loro concerti dal vivo, dopo anni di esibizioni senza sosta. Su entrambe le sponde dell’Atlantico i loro rivali stanno andando alla grande. In patria, i Rolling Stones in concerto sono accolti con lo stesso entusiasmo che i fan dedicavano ai Fab Four. Negli Stati Uniti esce Pet Sounds, l’album dei Beach Boys nato come risposta a Rubber Soul dei Beatles. Si fanno strada i Byrds, e John Lennon non nasconde la fascinazione per un musicista che fonde rock, folk e poesia, Bob Dylan. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr decidono che è l’ora di alzare l’asticella, di spingere ancora oltre la propria arte. Sono le sfide che accettiamo a definire quello che siamo. Ed è da una di queste sfide che nasce questa storia affascinante, quella dell’album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, che il primo giugno compie 50 anni (e per questo ne è uscita un’edizione speciale da collezione).

1. Un concept album su Liverpool?

È in questi anni che si fa strada l’idea di album come formato,  come prodotto artistico con una sua coerenza.

I 33 giri esistevano già, ma è con Sgt Pepper (e con Pet Sounds dei Beach Boys) che diventa qualcosa di più di una semplice raccolta di canzoni. Sgt Pepper, in origine, doveva essere un concept album su Liverpool e l’infanzia dei Fab Four. John Lennon scrive Strawberry Fields Forever, melodia sospesa e onirica su un orfanotrofio in cui, da bambino, un’estate entrò per una festa.

Sul cancello c’era scritto Strawberry Field. Paul sta lavorando a un’altra canzone che rievoca la sua Liverpool d’infanzia, Penny Lane, il nome della via di negozi dove aspettava il tram. Il loro manager, George Martin, decide però di pubblicare i due pezzi in un singolo con due lati A, che esce il 17 febbraio 1967. Così non trovano posto nell’album. Martin lo definirà poi “il più grave errore della mia vita professionale”.

2. Il sergente Pepe e la banda dei cuori solitari

Così sfuma l’idea del concept album su Liverpool. Paul McCartney, in un viaggio in America, era stato colpito dai nomi assurdi e privi di senso di certe band. Cose del tipo Big Brother And The Holding Company, o Pacific Gas And Electric Band. Era colpito anche dalla mania londinese per i cimeli militari vittoriani. Il tutto si fonde in una canzone allo stesso tempo nostalgica e allegra, Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Il loro roadie Neil Aspinall ha allora un’idea: registrare un album presentandosi non come i Beatles, ma come questa fantomatica band, e ricreare nel disco l’atmosfera di un concerto dal vivo.

3. Un giorno nella vita di…

Il disco in realtà non diventa neanche questo, anche se la copertina e una reprise della title-track danno un’idea di continuità. In quei tempi John Lennon è di un umore molto lontano da parodie e divertimento. È proprio in uno di quei momenti di indolenza e passività in cui talvolta sprofonda che crea il suo capolavoro. A Day In The Life nasce una mattina, su un divano, mentre legge i giornali e ascolta la tv. Lo colpiscono due notizie. La morte di Tara Browne, 21 anni, erede della famiglia Guinness, in un incidente stradale. E la notizia che a Blackburn il dipartimento di topografia regionale h deciso di contare le buche nelle strade, che erano esattamente 4mila. Nasce così uno dei capolavori dei Beatles, che inizia con le celebri parole “ho letto le notizie oggi, oh ragazzi(“I read the news today, oh boy”). Lennon chiede al produttore George Martin di dare alla voce l’effetto di eco che Elvis Presley aveva usato in Heartbreak Hotel. E la voce di John sembra uscire da un luogo lontano e desolato…

4. Lucy nel cielo con i diamanti

L’altro capolavoro dell’album è Lucy In The Sky With Diamonds. La canzone nasce dai romanzi di Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio. La voce di John qui viene fatta passare da George Martin attraverso dei filtri elettronici, che la fanno sembrare come quella di un bambino che segue Alice nella tana del bianconiglio. Paul scrive una stridula introduzione per organo che si sposa perfettamente con la voce di John. E per portare la canzone a un finale culminante, da fine del mondo, viene usata un’orchestra di 41 elementi a cui viene chiesto di suonare dalla nota più bassa a quella più alta. Semplice, e geniale.

5. Quell’Lsd nel titolo

Lucy in the Sky with Diamonds è nota perché le iniziali delle parole formano la sigla Lsd. E per questo verrà immediatamente bandita dalla Bbc. In realtà, lo ha dichiarato John e lo ha confermato Paul, il titolo non ha niente a che vedere con l’Lsd, ma viene da un disegno del figlio di Lennon, Julian, fatto a scuola, che ritraeva una sua compagna.

6. Acidi? No grazie

Sgt Pepper è un album che verrà sempre associato all’Lsd. Ma durante le registrazioni del disco i Beatles non prendono praticamente alcun acido. L’eccitazione in sala nasce dal fatto di spingersi oltre i propri confini, esplorare nuovi territori espressivi e musicali, e tutte le possibilità delle tecnologie in sala di registrazione. L’unica eccezione è una sera, quando John prende per sbaglio una pasticca di acido confondendola con un’amfetamina. Visto che si sente preso dal panico, George Martin decide di fargli prendere un po’ d’aria, portandolo sul tetto dell’edificio. Tutte le altre uscite, come potete immaginare, sono presidiate dai fan.

La leggendaria copertina di Sgt. PepperLa leggendaria copertina di Sgt. Pepper

7. La cover

Per completare il capolavoro manca la copertina, quella che fisserà indelebilmente l’album nell’immaginario collettivo dei successivi 50 anni. Viene disegnata da Peter Blake, e vede i quattro Beatles al centro della scena, vestiti con le uniformi di una banda psichedelica. Attorno a loro un collage di personaggi del mondo della musica, della storia e della politica: da Bob Dylan a Carlo Marx, da Carl Gustav Jung a Marlon Brando, da Oscar Wilde a Marilyn Monroe, fino a Edgar Allan Poe e Stanlio e Ollio. John Lennon propone anche Gesù e Adolf Hitler, ma vengono giudicate figure troppo estreme.

8. I numeri e il lancio

Sgt Pepper costa 25mila sterline, cifra incredibile per l’epoca, e per finirlo ci vogliono quattro mesi ininterrotti di lavorazione. Sgt Pepper arriva nei negozi il primo giugno 1967. La confezione riporta, ed è una novità, tutti i testi stampati nel retro della copertina, e prevede vari gadget in omaggio, come baffi e galloni da sergente fatti di carta e ritagliabili. È un invito alla festa. Tutto studiato per dare inizio a quell’estate del ’67 che sarebbe passata alla storia come “l’estate dell’amore”, la Summer Of Love. Sgt Pepper rimane in testa alle classifiche di vendita inglesi per 27 settimane (vende mezzo milione di copie nella prima settimana) e in quelle americane per 19 settimane.


Al Beatle Museum, Liverpool, UK

9. La special edition

Il 26 maggio è uscita una special edition di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, un cofanetto di sei dischi. Nel primo si può ascoltare l’album nel nuovo mix stereo realizzato per l’occasione. Nel secondo e nel terzo ci sono altre 33 canzoni tratte dalle session dell’album, quasi tutte inedite. Nel quarto sente il mixaggio originale in mono dell’album e anche le versioni mono Penny Lane e Strawberry Fields Forever, oltre che mixaggi mono inediti di Lucy In The Sky With Diamonds, A Day In The Life e She’s Leaving Home che si pensava fossero stati cancellati. Nel quinto e sesto disco ci sono nuove versioni surround dell’album, video promozionali e un documentario sul making of.

10. Il film

The Beatles: Sgt Pepper & Beyond, diretto da Alan G. Parker, sarà nelle sale come evento solo per quattro giorni, dal 30 maggio al 2 giugno, distribuito da Lucky Red. Interviste e immagini inedite raccontano quel magico periodo vissuto negli Abbey Road Studios, la nascita delle canzoni e il lancio dell’album. Il film analizza anche i testi, racconta la nascita della copertina, i problemi con il manager, Brian Epstein (e la sua morte), la creazione della Apple, e l’influenza sulla band del guru Maharishi Mahesh Yogi. Da non perdere, tra un ascolto e l’altro di Sgt Pepper.

(Maurizio Ermisino, via Wired.it)


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