Quota di prodotti alimentari slovacchi nei negozi in continua discesa

Secondo un’indagine GfK svolta per conto della Camera alimentare slovacca (PKS) continua a scendere la quota di alimenti di produzione slovacca sugli scaffali dei negozi nel Paese. Oggi, dice lo studio, solo poco più di un terzo (il 37,2%) dei prodotti alimentari in vendita nei negozi e supermercati slovacchi provengono da aziende nazionali, una quantità in diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Nel 2011 la quota slovacca di alimentari in offerta rappresentava il 50%.

Il presidente di PKS lamenta il continuo peggioramento della situazione dell’industria alimentare se lo Stato non aumenta il suo sostegno, che sarebbe, secondo i dati in possesso dell’organizzazione, il terzo più basso contributo tra gli Stati membri dell’UE.

PKS raccomanda al governo di porre mano a riduzioni di tasse e detrazioni fiscali, e lamenta l’aumento dei costi per le aziende dovuto al recente rinnovo della legge sui rifiuti, che ha alzato il costo per il riciclaggio da 5 a 40 milioni di euro all’anno per le imprese.

La ricerca mostrerebbe che gli alimentari slovacchi superano il 50% dell’offerta sugli scaffali sono quando si tratta di prodotti a basso valore aggiunto, come il latte o l’acqua minerale, mentre prodotti a più alto valore aggiunto sono sempre più spesso sostituiti da alimenti stranieri. Una questione definita grave da PKS, che la ritiene una minaccia a lungo andare per l’intera economia slovacca.

È Coop Jednota la catena commerciale al dettaglio che più difende il cibo slovacco, con il 56% del reparto alimentare di produzione nazionale, seguita da CBA al 48% e Tesco, Billa e Metro tutti al 40%. Nei punti vendita di Lidl la quota slovacca è di appena il 14%.

(Red)


Foto a-barth cc-by

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