A Zilina la prima personale in Slovacchia dedicata ad Emilio Isgrò

Apre giovedì alla Galleria d’Arte di Zilina (Považská galéria umenia v Žiline) una mostra di opere di Emilio Isgrò, nome di primo piano dell’arte italiana del Novecento e protagonista alla Biennale di Venezia per ben quattro volte (1972, 1978, 1986 e 1993). L’esordio in Slovacchia è anche un omaggio all’artista siciliano per il suo 80° compleanno, sessanta dei quali vissuti con una carriera eclettica tra poesia, arte, scrittura. Tra i fondatori dell’arte concettuale e del movimento della Poesia visiva italiana (genere considerato erede delle parole in libertà del Futurismo), Isgrò debutta già nel 1964 con le sue prime “cancellature”, segno distintivo della sua opera, realizzate su enciclopedie e libri. Una tipologia di lavori che porterà anche al MoMa di New York nel 1992 in una mostra dedicata all’argomento, e alla Collezione Guggenheim di Venezia due anni dopo.

La mostra a Zilina è il primo atto della decima edizione del festival italiano Dolce Vitaj (crasi di Dolce Vita e di Vitaj, il benvenuto slovacco), ed è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Bratislava.

L’ambasciatore Gabriele Meucci, introducendo la mostra, ha detto che «l’arte italiana è da sempre sinonimo di creatività e originalità che contraddistinguono il nostro Paese ed Isgrò artista, poeta, drammaturgo, scrittore e regista ben si identifica nel panorama internazionale con la sua particolare produzione – tra cui le note cancellature – scaturita da un linguaggio attuale e straordinario, frutto di azioni che rielaborano il significato dei testi, restituendo una nuova e maggiore forza alle parole. L’atto creativo di Isgrò», prosegue il diplomatico, «non distrugge o censura i testi, ma ne valorizza il linguaggio sintetizzandolo, riducendolo e a volte cambiandolo tramite il gesto e l’ironia».

L’importanza di Isgrò, «grande intellettuale», è difficile da riassumere in poche parole, dice Meucci, che si limita a ricordare le quattro presenze alla Biennale veneziana, un primo premio alla Biennale di San Paolo nel 1977 e la monumentale scultura il Seme dell’Altissimo realizzata per l’Expo di Milano nel 2015, nella quale campeggia un enorme seme alto sette metri, scolpito nel marmo bianco del monte Altissimo. Un’opera visitata da milioni di spettatori che è stata donata alla città di Milano alla fine di Expo.

Dell’artista Isgrò, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1937, che dall’inizio degli anni ‘60 ha creato opere d’arte con un linguaggio nuovo e rivoluzionario, sono presentate a Zilina 50 opere provenienti dalla collezione dell’Archivio Carlo Palli di Prato in una rassegna curata da Laura Monaldi. Del collezionista Palli e con la cura di Monaldi abbiamo già avuto il piacere di gustare lo scorso anno a Bratislava la straordinaria mostra VIVA ITALIA!, capolavori dal dopoguerra ad oggi dell’arte italiana di diverse generazioni, stili e linguaggi in una sfilata qualitativa mai vista prima in Slovacchia.

Questa mostra è «uno degli eventi di maggior rilievo della decima edizione del Dolce Vitaj 2017, il festival italiano che ogni anno ci permette di presentare in questo Paese le migliori eccellenze italiane», sottolinea l’ambasciatore, grato «a tutti coloro che hanno consentito di organizzare questa esposizione, a cominciare dalla Galleria di Arte della Città di Zilina, diretta da Milan Mazur, il Ministero slovacco della Cultura, l’Archivio Carlo Palli, l’Istituto Italiano di Cultura, gli sponsor, tra cui VUB Banka, da anni fondamentale sostenitore e partner delle nostre iniziative».  Una ulteriore testimonianza, questa, «della fattiva collaborazione tra Italia e Slovacchia, due Paesi legati da profonda amicizia», ha concluso Meucci.

Il direttore della galleria Milan Mazur, nell’introduzione del catalogo di mostra, scrive che «Emilio Isgrò è un artista che parte con la sua meravigliosa avventura creativa all’inizio degli anni Sessanta con un genere unico che esplora i contatti tra scrittura e arti visive, ampliando i limiti di entrambi i generi. Dalle cancellature vengono più volte fuori delle parole che messe poi insieme danno vita a frasi inconsuete, divertenti, come se in fondo a tutto – tramite vari passaggi, cancellature, filtri ed altro – quello che rimane è la poesia, basilare elemento che illumina le nostre esistenze».

Isgrò «rimane una figura non incasellabile», ricorda Mazur, e in lui «più che una sequenza poetica la parole prendono una direzione più prettamente concettuale. […] nell’azione di cancellare trovo anche una similitudine con la condizione dell’uomo di oggi, non così di rado perso nella massa, in quella sensazione di solitudine che l’essere prova anche quando è circondato da altri simili», dice il direttore della Galleria d’Arte di Zilina: «la parola appare nelle cancellature come isolata, circondata da tanti altri elementi affini, ma coperti dal colore nero, come fossero identità omologate o annullate».

La mostra sarà inaugurata giovedì 18 maggio alle ore 17 presso la Považská galéria umenia v Žiline alla presenza dello stesso Isgrò, che arriva in Slovacchia dopo aver avuto nella prima parte di quest’anno importanti mostre a Londra e Parigi. Questa mostra di Isgrò prosegue un discorso iniziato con l’Istituto di Cultura anni fa, e proprio la galleria di Zilina negli anni scorsi ha ospitato personali di artisti della Poesia visiva come Roberto Malquori e Gianni Bertini, e la collettiva “Venti per una – Venti Regioni per un’Italia”.


Emilio Isgrò con Carlo Palli

Dell’Archivio Palli di Prato, e soprattutto del collezionista Carlo Palli, acuto e generoso collezionista che da sempre mette disposizione delle istituzioni e del pubblico migliaia di opere d’arte selezioniate nell’arco di un’intera vita, ci occuperemo tra pochi giorni con una chiacchierata-intervista realizzata da Marco Gerbi.


Cosa: Emilio Isgrò, Opere dall’Archivio Carlo Palli
Inaugurazione: giovedì 18 maggio ore 17:00
Apertura: 18 maggio – 18 giugno 2017, dalle 09:00 alle 17:00
Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura a Bratislava
In collaborazione con: Archivio Carlo Palli di Prato e Galleria di Arte di Zilina
Ingresso: a pagamento
Info: www.pgu.sk
Info: www.emilioisgro.info

(La Redazione)


Emilio Isgrò, Libro cancellato (1964) S.Ghilardi cc-by-nc-nd

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